CAPO V.
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ti i conclavi, che saranno oblunghi, devono essere -
proporzionate in modo, che componendosi la
misura della lunghezza e della larghezza, tolta la
metà di quella somma, la stessa quantità diasi all'altezza. -
Che se le essedre e gli oeci (1) saranla -
ministrazione delle vivande. I letti indicati s'inclinavano
onde potessero pendervi i piedi di quelli che si coricavano;
ed erano di un sol pezzo a somiglianza dei nostri canapé,
ma tanto larghi che un uomo vi potesse stare supino. Sembra -
però che i primi Romani non si cibassero in tal positura, -
ma bensi seduti, poichè dice Varrone: „1 nostri maggiori
„banchettavano seduti seguendo il costume dei Laconj e dei
„Cretesi". Il nome triclinio poi si dava tanto a quei tre letti
uniti, quanto alla sala in cui erano disposti.
I rapporti che secondo Vitruvio devono serbarsi fra l'altezza -
e le altre dimensioni del conclavio, al dire del Perrault, -
si allontanano dalla venustà a proporzione che cresce
il rapporto fra la lunghezza e la larghezza. La regola però,
dalla quale non risulta mai sproporzione nelle misure, é quella -
di fare che l'altezza sia una media armonica fra la lunghezza -
e la larghezza; sicchè detta a la lunghezza, b la larghez¬2 -
ab
za, l' altezza risulterà — ; dalla qual formola si vede che
a. b
l' altezza non riescirà mai doppia della larghezza, qualunque
sia d'altronde il rapporto fra a e b.
(1) Questi luoghi, secondo Leon Battista Alberti, e secondo -
il Palladio, corrispondevano a quelli che noi chiamiamo
sale. Il Perrault osserva che qui Vitruvio distingu e tre specie -
di oeci, i corintj cioè, i tetrastili, e gli egizj; in cio si
accorda il Newton, ma non già il Barbaro ed il Galiani, poichè -
il primo dice che tetrastilo e corintio fosse la stessa cosa, -
ed il secondo vuole che invece non vi corresse diversitiâ fra
tetrastilo ed egizio, fondandosi sulle espressioni vitruv ane.
Ma il Newton pensa che ben esaminando il testo, si debba
ritenere che tetrastili fossero quelli, nel cui interno avevano
quattro sole colonne, e che ove queste erano in maggior numero -
si denominassero corintj od egizj; poichè lo stesso Vitruvio -
osserva che gli oeci egizi più si assomigliavano alle basiliche -
che ai triclinj, e che gli egizj differivano dai corintj nell'aver -
questi una sola fila di colonne, e quelli due. I tetrastili -
poi non vengono maggiormente descritti, perché il loro
nome abbastanza li contraddistingue. Le successive parole