Volltext : Lib. VI (6)

LIBRO  VI.
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CAPO  V.
Dei  triclinj,  degli  oeci  ,  delle  essedre,
delle  pinacoteche  e  delle  loro  dimensioni.
30.  triclinj  (1)  devono  aver  la  lunghezza
due  volte  tanto  della  larghezza.  Le  altezze  di  tut
cornice  fino  al  tetto  si  determina  come  segue.  Se  si  legga,
come  si  disse,  larghezza  invece  di  lunghezza,  in  un  atrio  lungo -
  cento  piedi  l'altezza  fiuo  alla  trave  sarà  di  quarantacinque -
  piedi,  e  dalla  trave  al  soffitto  di  piedi  venti,  cioé  in  totale -
  di  sessantacinque  piedi,  la  quale  non  sarà  eccedente,  ma
starà  bensi  in  armonia  con  la  lunghezza  di  cento  piedi,  e
çon  la  larghezza  di  sessanta  che  le  corrisponde.  Ma  se  quelle -
  dimensioni  si  desumono  dalla  lunghezza,  dal  pavimento
alla  trave  si  conterrebbero  sessantacinque  piedi,  e  da  questa
al  soffitto  altri  venti,  per  cui  l'altezza  totale  sarebbé  di  novantacinque -
  piedi,  cioè  sproporzionata.  Cosi  negli  atri  plu
piccioli,  per  esempio  lunghi  trenta  piedi,  l'altezza  totale  desunta -
  dalla  larghezza  sarebbe  di  piedi  diciannove  e  mezzo,
cioè  conveniente.  Tuttavolta  Vitruvio  lascia  alla  prudenza
dell'  architetto  l'  aumentare  o  il  diminuire  queste  misure  à
seconda  delle  circostanze.  Quanto  poi  soggiunge  dei  lacunarj
e  delle  arche,  si  riferisce  a  due  diverse  maniere  di  tetto,  cioe
a  travatura  piana,  in  cui  i  lacunarj  sono  divisi,  ovvero  ad  archi
ed  a  volta.
Il  tablino  che  viene  dopo  l'atrio  deve  trarre  le  sue  proporzioni -
  da  quelle  dell'atrio,  in  quanto  però  alla  larghezza;
perciocché  la  lunghezza  doveva  eguagliarsi  a  quella  dell'atrio -
  medesimo.
Le  fauci  finalmente  erano  aperture  che  davano  comunicazione -
  fra  le  ale  e  l'atrio.  L’altezza  delle  medesime  non
viene  determinata;  ma  si  può  supporre  che  giungesse  fino
alle  travi  liminari,  oppure  a  quelle  che  si  appogglavano  sulle -
  colonne.
(1)  Il  triclinio  era  propriamente,  come  osserva  l'  Ortiz,
quel  sito  intorno  a  cul  si  disponevano  gli  antichi  per  mangiare. -
  Veniva  cosi  chiamato,  perchè  constava  comunemente
di  tre  tetti  inclinati  invece  di  sedie,  collocati  secondo  tre  lati -
  della  camera,  stantechè  il  quarto  lato  restava  sgombro  per
            
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