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LIBRO VI.
stribuisca in modo, che quando sarà divisa la lunghezza -
in cinque parti, tre se ne assegnino alla
larghezza. Nel secondo divisa la lunghezza in tre
parti, ne abbia due la larghezza. Nel terzo si descriva -
la larghezza in un quadrato di lati eguali,
e in questo quadrato si tiri una linea diagonale ;
e quanto sarà lo spazio della detta linea, tanta
sia la lunghezza dell' atrio. L'altezza di questi si
sollevi fin sotto le travi per un quarto di meno
della lunghezza, il resto si lasci per la proporzione -
de' lacunarj (1) e dell' arca sopra le travi. La
raccolta da tutto il tetto. Il Perrault distingue gli spazi che
avevano gli antichi dinanzi alle loro case in quattro specie, -
cioè Vestibolo, Atrio, Cavedio, e Faucio ; e poi soggiunge -
che difficil cosa è il voler oggi determinare ciò che i
dotti latini riputavano incerto anche ai loro tempi. Il Newton -
però ritiene che il cavedio fosse uno spazio coperto o
scoperto nel recinto della casa, affinchè le camere circostanti
potessero dal medesimo ricever luce, siccome dice Vitruvio del
displuviato, e deduce questa spiegazione dall' etimologia del
nome; e che l'atrio fosse prossimo alla porta. E reca molti
argomenti per provare che il vestibolo era uno spazio dinanzi -
all' ingresso della casa, l'atrio il primo spazio che s'incontrava -
entrando dalla porta, ed il cavedio un altro spazio
più interno. Cosi la pensa anche lo Stratico. Ecco poi 1 rapporti -
stabiliti fra la lunghezza e la larghezza per le tre maniere -
di atrj.
Larghezza
Lunghezza
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Quest' ultimo non si può assegnare aritmeticamente, se non
se per approssimazione ; ma lo si trova però esatto con la
geometria nel modo indicato dallo stesso Vitruvio, cioè di
fare che la larghezza sia il lato di un quadrato, e la lunghezza -
ne eguagli la diagonale.
Questo resto, dice Galiani, non fu mai spiegato dagl' -
interpreti di Vitruvio ; deve però essere inteso cosi. Nel
capitolo susseguente c' insegna, che l'altezza dei triclini de¬