Full text : Lib. VI (6)

CAPO  III.
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che  attraversano  la  larghezza  dell'  atrio  hanno  i
trapendenti  (1)  e  le  grondaje  trascorrenti  dagli
angoli  delle  pareti  agli  angoli  delle  travature:  e
ne'  quali  parimente  la  cascata  degli  stillicidj  è  in
mezzo  al  compluvio.
voce  tetrastilo  si  usò  sempre  da  Vitruvio  per  indicare  quattro -
  colonne  poste  nella  stessa  linea.  (Questo  però  è  lo  stesso -
  che  non  voler  leggere  Vitruvio,  il  quale  dice  colonne  angolari -
  ).  Nel  displuviato  considera  due  colonne  dinanzi  alla
porta  che  sostengono  il  tetto  inclinato  d'ambi  i  lati,  onde  le
pareti  possono  essere  danneggiate  dallo  stillicidio.  Ritiene  poi
che  nel  testudinato  il  tetto  dinanzi  alla  porta  s'  inclinasse
per  quattro  lati.
Da  alcuni  manoscritti  del  Poleni,  continua  lo  Stratico,  si
rileva:  1.°  che  Vitruvio  non  usò  mai  la  voce  cavaedium,  ma
sempre  cavum  aedium:  2.°  che  è  da  cercarsi  se  i  cavedj  fossero -
  scoperti,  perchè  sembra  che  cosi  li  consideri  Plinio  nel
lib.  XIX.  della  Storia  Naturale:  3.°  che  i  cavedj  testudinati
erano  tutti  coperti,  come  chiaramente  lo  dice  Varrone.
Finalmente  il  Turnebo  ritiene  essere  il  tetto  del  cavedio
con  frontispizio  ed  inclinato  solo  da  una  parte  ;  gettarsi  poi
le  travi  da  una  parete  all'  altra  in  guisa  che  sporgano,  e  le
parti  sporgenti  essere  caricate  dagl'  interpensivi,  i  quali  sostengono -
  il  tetto  inclinato,  che  sporge  pure  dagl'  interpensivi
medesimi;  aggiungersi  assicelle  anche  all'estremità  del  tetto
affinchè  la  pioggia  sia  più  da  lungi  scaricata  nel  mezzo  del
compluvio;  avere  questo  cavedio  nell'  interno  un  impluvio
quadrato,  per  cui  riesciva  necessariamente  angolare;  collocarsi -
  agli  angoli  del  tetto  del  cavedio  le  colliquie  che  pure
tramandano  l'acqua  piovana,  e  scorrono  dagli  angoli  delle
pareti  agli  angoli  delle  travi  interpensive,  le  quali  vengono
oltre  alla  parete  a  costituire  siccome  una  grondaja  ;  dirsi
queste  interpensive,  perchè  pendono  fra  le  travi  ed  il  tetto,
non  essendo  sostenute  dalla  parete,  ma  appoggiate  sulle  teste -
  delle  travi;  conoscersi  particolarmente  nel  cavedio  corintio -
  che  le  travi  dovevano  sporgere  dalla  parete,  nel  quale  le
teste  delle  medesime  vengono  sostenute  da  colonne,  benché
le  travi  ed  i  compluvii  fossero  disposti  allo  stesso  modo  che
lo  erano  nel  toscano  a  senso  di  Vitruvio.  Aggiunge  poi:
essere  il  tetto  del  cavedio  displuviato,  inclinato  d'  ambe  le
parti,  donde  trae  il  suo  nome,  perchè  divide  la  pioggia.
(1)  Abbiamo  tradotto  col  Barbaro  trapendenti,  ma  non
ci  spiacerebbe  interpensili  o  interpensivi  come  parola  d'arte.
            
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