CIUNTA II1.
133
„rami gli alberi che vi resteranno, e procurare un godi¬„dimento, -
che d' ordinario è il risultato di una lunga aspet¬„tazione. -
Si dovrà perciò considerare primamente gli alberi
„della vecchia piantagione, ed i viali ch' essi formano; si
„comprenderanno fra quelli che si atterrano i più grossi di
„fusto e più voluminosi per rami, avendo la massima attén¬„ -
zione, perchè non ispezzino quelli che si vogliono conserva¬„re, -
cjoè i mediocri ed i più giovani. Dopo di che, si cercherà
„di formare alcuni gruppi cogli alberi rimasti, secondo i prin¬„cipj -
generali o particolari di queste opere, e secondo le
„convenienze locali, tagliando quelli che non vi si prestano,
„o piantandone, ove occorra, di nuovi, e servendosi possi¬„bilmente -
dei più giovani che si devono levare quando sie¬„no -
suscettibili ad essere trapiantati. Due o tre gruppi ben
„disposti basteranno per togliere le aperture rettilinee, par¬„ -
ticolarmente se furono atterrati quelli che formavano il re¬„cinto. -
Questi vuoti serviranno a meraviglia nella composi¬„zione -
dei siti che devono restare sforniti d' alberi, i quali,
„dovendone trovarsi d' ogni parte sulla superficie che occu¬„pava -
la massa del bosco, faranno cangiare totalmente le
„antiche forme". 4.° I boschetti, nei quali si vede la riunione -
d’ ogni specie di composizioni, essendovi alberi isolati,
gruppi più o meno grandi, cespugli, piante erbacee, fiori,
zolle erbose, che alternandosi con gusto formano una deliziosa -
varietà. In questa composizione si esigono più che in
ogni altra esatte cognizioni dendrologiche, per sapere l' analogia -
che vi esiste fra i vegetabili rapporto alla loro altezza,
alle foglie, ai fiori, ed al loro aspétto generale; con che potrà -
l'ingegnere formare altresi i cosi detti boschetti d'inverno, -
i quali, mentre tutta la natura offre l' immagine della
morte, ci ridestano le dolci impressioni della privamera. 5.° I
labirinti. Questi erano per lo passato considerati siccome parti -
essenziali di un giardino; ora però sono quasi del tutto
sbanditi. Diffatti non servono essi che a stancare quelli che
vi s' internano senza procurar loro alcun vero piacere. Nulladimeno -
siccome l' uomo cerca spesso anche i piaceri bizzarri, -
cosi si potrà adottare il labirinto, e dare allo stesso
l'indole del giardino, facendolo cioè simmetrico, od irregolare, -
Ognuno sa che questo consiste nella ingegnosa disposizio¬