Full text : Lib. VI (6)

CIUNTA  II1.
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„rami  gli  alberi  che  vi  resteranno,  e  procurare  un  godi¬„dimento, -
  che  d'  ordinario  è  il  risultato  di  una  lunga  aspet¬„tazione. -
  Si  dovrà  perciò  considerare  primamente  gli  alberi
„della  vecchia  piantagione,  ed  i  viali  ch'  essi  formano;  si
„comprenderanno  fra  quelli  che  si  atterrano  i  più  grossi  di
„fusto  e  più  voluminosi  per  rami,  avendo  la  massima  attén¬„ -
  zione,  perchè  non  ispezzino  quelli  che  si  vogliono  conserva¬„re, -
  cjoè  i  mediocri  ed  i  più  giovani.  Dopo  di  che,  si  cercherà
„di  formare  alcuni  gruppi  cogli  alberi  rimasti,  secondo  i  prin¬„cipj -
  generali  o  particolari  di  queste  opere,  e  secondo  le
„convenienze  locali,  tagliando  quelli  che  non  vi  si  prestano,
„o  piantandone,  ove  occorra,  di  nuovi,  e  servendosi  possi¬„bilmente -
  dei  più  giovani  che  si  devono  levare  quando  sie¬„no -
  suscettibili  ad  essere  trapiantati.  Due  o  tre  gruppi  ben
„disposti  basteranno  per  togliere  le  aperture  rettilinee,  par¬„ -
  ticolarmente  se  furono  atterrati  quelli  che  formavano  il  re¬„cinto. -
  Questi  vuoti  serviranno  a  meraviglia  nella  composi¬„zione -
  dei  siti  che  devono  restare  sforniti  d'  alberi,  i  quali,
„dovendone  trovarsi  d'  ogni  parte  sulla  superficie  che  occu¬„pava -
  la  massa  del  bosco,  faranno  cangiare  totalmente  le
„antiche  forme".  4.°  I  boschetti,  nei  quali  si  vede  la  riunione -
  d’  ogni  specie  di  composizioni,  essendovi  alberi  isolati,
gruppi  più  o  meno  grandi,  cespugli,  piante  erbacee,  fiori,
zolle  erbose,  che  alternandosi  con  gusto  formano  una  deliziosa -
  varietà.  In  questa  composizione  si  esigono  più  che  in
ogni  altra  esatte  cognizioni  dendrologiche,  per  sapere  l'  analogia -
  che  vi  esiste  fra  i  vegetabili  rapporto  alla  loro  altezza,
alle  foglie,  ai  fiori,  ed  al  loro  aspétto  generale;  con  che  potrà -
  l'ingegnere  formare  altresi  i  cosi  detti  boschetti  d'inverno, -
  i  quali,  mentre  tutta  la  natura  offre  l'  immagine  della
morte,  ci  ridestano  le  dolci  impressioni  della  privamera.  5.°  I
labirinti.  Questi  erano  per  lo  passato  considerati  siccome  parti -
  essenziali  di  un  giardino;  ora  però  sono  quasi  del  tutto
sbanditi.  Diffatti  non  servono  essi  che  a  stancare  quelli  che
vi  s'  internano  senza  procurar  loro  alcun  vero  piacere.  Nulladimeno -
  siccome  l'  uomo  cerca  spesso  anche  i  piaceri  bizzarri, -
  cosi  si  potrà  adottare  il  labirinto,  e  dare  allo  stesso
l'indole  del  giardino,  facendolo  cioè  simmetrico,  od  irregolare, -
  Ognuno  sa  che  questo  consiste  nella  ingegnosa  disposizio¬
            
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