GIUNTA III.
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persuasi che la commisurata disposizione dei giardini siasi
generalmente introdotta in quel secolo, che pose a soqquadro -
il buon gusto ed il vero bello; e che allorquando si tornò -
ad amare la verità in tutte le arti, si cominciò a riformare -
i giardini, ed a sottoporli di nuovo alle leggi immutabili -
della natura. Presso i Cinesi, ostinatamente attaccati alle
costumanze dei loro primi padri, non avrà forse nemmeno
quest' arte provate quelle variazioni cui andò soggetta presso -
gli altri popoli, e perciò al risorgere del buon gusto in
Europa, si osservò dai viaggiatori che la nuova forma dei
giardini si assomigliava a quella dei Cinesi, e si suppose che
di là ne fosse venuta la prima idea, quando invece non era
che il frutto dell' inclinazione umana al vero bello naturale,
per cui non può da esso allontanarsi per lungo tempo. Cosi
noi la pensiamo, ripetendo quanto dicemmo riguardo alle
forme architettoniche che gli stessi bisogni accompagnarono
l'uomo in tutti gli angoli della terra, e che per soddisfarl
dovette ovunque impiegare gli stessi mezzi, e non molto dissimili -
gli uni dagli altri. E ciò basti.
Ora indicheremo quelle regole generali che si devono seguire -
nella costruzione di un' opera di questo genere.
Se ogni produzione delle arti belle deve la maggior parte -
del suo effetto all' elevatezza dell' ingegno di chi la produce -
anzichè alle leggi prestabilite, le quali non servono di
guida che ad un ingegno mediocre, tanto più ciò ha luogo
nella conformazione di un giardino, ove non basta voler imitare -
la natura, ma bisogna aver degli occhi per ben vederla, -
e un'anima sana nata e disposta a bene sentirla. E chi,
diremo col Mabil, non ha questi doni, rimangasi nelle città
e si pasca delle inezie cittadinesche, e beva al fonte dell'ambizione, -
e del cangiante plauso popolare; sarà insipido e muto -
per lui lo spettacolo della campagna. E se questi doni
richieggonsi in tutti, viemaggiormente dovranno trovarsi nell'architetto -
di un giardino, che deve concepire il bello effetto -
che produrrà l' opera sua non già tosto eseguita, ma
bensi molti anni dopo, e disporre quindi ogni parte dietro
quell' archetipo ch' egli ha dentro sè stesso prestabilito.
Nulladimeno anche le cose più vaghe nei loro accidenti
hanno alcune norme invariabili nel loro tutto. - Ecco quella