CAPO XII.
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sopra quella livellazione si costruisca una pila tanto -
grande quanto si sarà stabilito ; e costruttà questa, -
si lasci li almeno due mesi, affinchè sia bene -
asciugata; dopo di che si tagli il margine che
sostiene l'arena. Cosi l'arena levata via dai flutti
farà precipitar in mare la pila; e in tal modo si
potrà quanto sarà necessario avanzarsi nell' acqua.
88. Ne' luoghi poi, ne' quali non nasce la polvere, -
si farà cosi. Si pongano due arche ben collegate -
çon tavole e con catene nel luogo che sarà -
stabilito, e fra i ligamenti delle arche con creta -
entro sporte di alga palustre (1) si calchi,
Quando si avrà ben calcato, e che densissima sarà -
la massa, allora con coclee (2), con ruote,
con timpani si vuoti il luogo designato fra quella -
chiusura, e si asciughi. Ivi si scavino le fondamenta -
(se vi sarà terreno fino al sodo) più gros¬(1) -
Il latino merones. Questi sono i cosi detti volparont,
o volpare, i quali consistono in una massa compatta di vegetabili -
cedevoli, siccome sono i vinchi, e di creta o di terra. -
Si adoprano molto nelle riparazioni degli argini. Cosi la
pensa lo Stratico. Noi pure crediamo che non vi sia gran
diversitä dall'apparecchio descritto da Vitruvio per chiudere
gl'intervalli fra le due chiuse ai moderni volparont che si
annegano specialmente presso gli argini dei fiumi, quando
questi minacciano di rompere. Ma dalle parole vitruviane ci
sembra di rilevare una differenza nel modo di riunire le materie -
atte a quello scopo, e riteniamo che secondo Vitruvio
la creta si dovesse porre in una specie di sporte tessute con
alga palustre e dentro a queste che si dovesse calcare fra
quegl' intervalli; doveché i volparoni sono, come si disse,
una sola massa informe di creta e vegetabili.
(a) Ciô fa conoscere sempre più, dice lo Stratico, che dovevasi -
tutto apparecchiare per asciugar il fondo, sul quale
si polessero comodamente gettare le fondamenta. Veggasi cio
che si dirà nel libro decimo.