CAPO X.
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rili (1), sieno congiunte e collocate sotto le stesse -
regioni: cosi ne avverrà che potrà essere comune -
l'uso dei fornelli e dei vasi (2).
73. Sopra il fornello sieno preparati tre vasi -
di rame (3), l'uno per l'acqua calda, l' altro
(1) Erano comunemente adottati ai tempi degl'Imperatori
romani i bagni, ove promiscuamente si lavavano uomini e
donne. Adriano fu quello che ne ordinò la separazione. Eliogabalo -
ne permise di nuovo la riunione. Come poteva
reggere l'impero, se la virtù era affatto sconosciuta?
(2) Il latino vasariis hypocaustis. Secondo il Newton questi -
erano luoghi, ove stavano i vasi che ricevevano l' acqua
calda. Pensa lo Schneider che debba qui usarsi hypocausis,
non hypocaustis. L' ipocausi è il luogo ove si accende il fuoco -
per riscaldare la stanza; l'ipocausto l'insieme della stanza
riscaldata. E probabile che qui l'autore intenda parlare di
vasi e di fornelli portatili; o meglio ancora che questi fornelli
fossero adattati alla parete che separava le stanze maschili
dalle muliebri, per cui servivano ad un tempo per le une e
per le altre con sensibile economia di combustibile, a somiglianza -
di alcune stufe che si adoprano al giorno d'oggi, le
quali riscaldano contemporaneamente più luoghi. Alla quale
economia si badava certamente dagli antichi, poiché lo stesso -
Vitruvio nel capo precedente fa conoscere quanto lentamente -
e difficilmente si potessero radunare le legna. Abbiamo -
perciò creduto di entrare nel senso dell'autore stando
alla lezione dello Schneider, e traducendo fornelli e vast.
(3) Il Galiani non approva la collocazione delle caldaje
che si vede nelle terme di Tito, né quella proposta da Cesariano, -
né l'altra del Perrault. Rigetta la prima, perche il
disegnatore la giudicò più opportuna a trasmettere l'acqua
da un vase all' altro, sia perchè cosi era nelle terme di Tito, -
sia perché spesso Vitruvio non insegna come le cose sieno -
fatte, ma bensi come meglio si dovrebbero fare. Ma gli
sembra difficile ad intendersi, come con quell'artifizio si avesse -
potuto trasmettere a piacere l'acqua in ciascuno di quel
vasi. E perciò a fine di spiegare le parole di Vitruvio, le
quali indicano che quanta acqua esciva dal tepidario doveva -
entrare nel caldario, senza alcun ministero di servitu, à
quanto sembra, stabilisce quelle tre caldaje quasi in uno stesso -
piano orizzontale ; fa che il caldario sia immediatamente
soprapposto all' ipocausto, il tepidario distante dalla forza def
fuoco in modo che possa partecipare del calore dell' ipocau-