Full text : Lib. V (5)

LIBRO  V.
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può  argomentare  da  questo;  che  quando  pur  sianvi -
  fonti  d'  acqua  al  coperto  od  anco  un  gran  fondo -
  palustre  sotterra,  non  vi  sorge  mai  alcun  umor -
  nebuloso;  ma  ne'  luoghi  aperti  ed  ariosi;
quando  il  sole  nascente  tocca  il  mondo  colle  sue
vampe  (1),  eccita  da'  luoghi  umidi  e  paludosi  le
nebbie,  ed  anco  le  solleva  conglobate  nell'  alto.
Onde  se  si  vede,  che  ne'  luoghi  aperti  l'  aria
sugge  gli  umori  più  molesti  dai  corpi  in  quella
stessa  guisa  che  dalla  terra  si  attr
gon  le  nebbie, -
  non  v'  è  dubbio,  non  doversi  formare  nelle
città  i  passeggi  allo  scoperto  amplissimi  ed  ornatissimi. -

69.  Perchè  poi  questi  sieno  non  fangosi,  ma
sempre  asciutti,  si  dovrà  fare  cosi.  Si  scavi  e  si
vuoti  più  basso  che  sia  possibile  a  destra  e  a  sinistra, -
  e  facciansi  cloache  struttili,  e  nelle  pareti -
  delle  medesime,  che  deono  guardare  il  passeggio, -
  vi  si  costruisçano  certi  tubetti  inclinati  dal
colmo  nelle  cloache.  Ciò  fatto,  si  riempiano  quer
luoghi  con  carboni  ;  poscia  al  di  sopra  1  passeg
gi  si  coprano  di  sabbione  e  si  appianino:  allora
per  la  naturale  rarità  de'  carboni  e  per  la  costruzione -
  de  tubetti  nelle  cloache,  sarà  ivi  accolta
qualunque  siasi  la  copia  delle  acque,  e  riesciranno
asciutti  e  senza  umidità  i  passeggi.
70.  Inoltre  in  queste  opere  le  città  hanno  i
tesori  stabiliti  dai  maggiori  per  le  cose  necessarie;
(1)  Il  latino  vaporibus.
            
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