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LIBRO V.
feriore delle colonne estreme alle medie, e dalle
medie alle pareti che circonchiudono (1) i passeggi
dei portici. Ma le colonne di mezzo sieno un
quinto più alte dell' esteriori, e si formino secondo -
il genere jonico, oppure corintio.
62. Le proporzioni e le simmetrie delle colonne -
non devono essere alla stessa maniera, che
chitetto. Gli scamilli poi dovevano appartenere alle colonné
esterne, benchè se erano doriche e senza base non sarebbe
risultato un bello aspetto. L'Ortiz credette di avere manifestata -
pel primo questa opinione; ma invece era adottata da
quasi tutti gl' interpreti dal Barbaro in poi, i quali piuttosto -
non seppero chiaramente dimostrare il perchè alla trabeazione -
dorica si dia qui la quinta parte dell' altezza della
colonna, facendola riescire cosi molto maggiore di quello che
dovrebbe essere secondo i precetti stabiliti nel capitolo secondo -
del libro IV. Ma si avverta che Vitruvio qui soggiunge, -
che le proporzioni e le simmetrie non devono seguire le
médesime leggi stabilite pei tempj sacri : altra doveva essere
la gravità dei tempj, altra la sveltezza nei portici e nelle altre -
opere. Colla qual avvertenza sembra che abbia sciolta
un altra difficoltà, che s' incontra osservando in uno stesso
edifizio ed aperto, com'era il portico duplice, essere adoprate -
colonne di diverso genere. Da questo passo di Vitruvio
chiaramente si vede che le leggi per le proporzioni delle colonne -
e delle loro parti non erano immutabili, ma che il variarle -
spettava alla prudenza e sagacità dell'architetto, la
qual cosa viene confermata dalla osservazione degli antichi
monumenti. Ma sembra però opporsi quanto indi soggiunge,
cioe : „che le proporzioni del restante dell'opera (dorica
„debbano conformarsi a quanto prescrisse nel libro quarto
e questo restante non può riguardare che la trabeazione.
Laonde la trabeazione dorica nella costruzione del portico
doveva essere alta tre moduli. Ora secondo le leggi del libro
IV., l'altezza dell' architrave é di un modulo, quella del triglifo -
di un modulo e mezzo, i capitelli dei triglifi erano alti
un sesto di modulo, e la corona un mezzo modulo; e quindi -
l'altezza totale sarebbe di tre moduli e un sesto, anziché
di tre moduli soli; quindi non c'é contraddizione fra le dottrine -
di questo capo, e quelle del capo secondo, libro quarto.
(1) Cosi si tradusse per la precisione della parola.