CAPO VIII.
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ne, che sta fra esse, si dirigano le altre di mezzo, -
e quante volte saranno esse precinte, sempre
d'altrettanto saranno ampliate.
57. Quando queste cose siensi con somma
cura e solerzia dilucidate, allora ancor più diligentemente -
deesi avvertire di sciegliere un luogo,
in cui la voce possa comodamente adagiarsi, e
d' onde respinta rimbalzando non porti confusi
significati (1) all' orecchio. Perchè alcuni luoghi
sono di natura loro avversi ai movimenti della vo
ce, come i dissonanti, detti in greco catecuntes:
i circonsonanti, chiamati da loro pericuntes: i risonanti, -
che si. dicono antecuntes, e i consonanti,
appellati sinecuntes. I dissonanti sono quelli, ne
quali la prima voce sollevata nell' alto, urtando
in qualche corpo solido superiore, respinta e retrocedente -
al basso opprime l'elevazione della voce -
seguente : i circonsonanti quelli, nei quali essa
(1) Questa frase significa che non si dissipi, ma che nemmeno -
si rifletta con impeto, e ciò si deduce piuttosto dalla
sperienza che dalla teoria. Considerata la voce siccome un
corpo di forma determinata posto in moto, essa deve accostarsi -
alla superficie dei corpi circostanti in modo che da
questa non venghi distrutta la sua forma con esser per la
sua forza quasi assorbita, o ripercossa in guisa che retroceda -
scomposta in tutto od in parte. Con questa nozione si
possono spiegare le diversità dei luoghi indicate da Vitruvio.
Dissonanti sono quando la prima voce riflettendosi opprime
la forza di quella che sopraggiunge. Circasonanti quelli, nei
quali la voce, le estreme cadenze e la desinenza delle parole -
sono incerte. Consonanti quando le parole s'intendono
chiaramente Le quali differenze si trovano realmente in varj
luoghi formati dalla natura o dall'arte; la ragione delle quali -
cose, che si dovrebbe ripetere dalla fisica, è tuttora nascosta. -
Cosi lo Stratico.