LIBRO V.
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quali luoghi dai Greci si chiamano periatti (1),
perchè in essi vi sono le macchine triangolari,
versatili, aventi in ciascuna parte tre spezie d'ornati, -
le quali, quando nascono cangiamenti di rappresentazioni -
(2), o comparse di Dei con tuoni
improvvisi, si voltano e mutano l'aspetto dell' oril -
diletto degli spettatori nell'atto, in cui si volgevano questi
prismi, si vedeva la scena ingombra da nubi, e si accompagnava -
questo ravvolgimento da concerti di canto e di suono, -
aflinchè non si vedesse il cambiar delle scene. La qual cosa -
però poteva eseguirsi ove lo spazio della scena fosse vasto -
e libero, non già dove il proscenio era ristretto e terminato -
da un prospetto architettonico. E se si stabilisce tanto
vasto da potervi collocare questi prismi, si vede facilmente
che da questi veniva ad essere coperto tutto il prospetto architettonico -
della scena. Soggiunge lo Stratico che dal teatro
Olimpico in Vicenza architettato dal Palladio, non si può gran
fatto desumere qual fosse in quella parte il pensamento del
suo illustre autore ; poichè ci mancano gli originali disegni,
e l'architetto mori appena che furono gettate le fondamenta, -
sicché il teatro fu eretto e condotto a termine da suo
figlio. Scilla; e compito che fu, si chiese consiglio allo Scamozzi -
per decorarlo delle scene, il quale previde che l' uso
e la dovuta collocazione dei prismi non poteva farsi in quell'edifizio -
di piccola mole, e perciò vi formò una scena solida -
interna, e dietro alla scena un prospetto visibile attraverso -
le porte ; sul quale non altro dice lo Stratico di osservare -
se non che l'invenzione non appartiene nè al costume antico, -
nè al moderno.
(1) Tutto questo periodo, dice il Poleni, consta di due parti; -
nella prima Vitruvio indica il nome di due luoghi contenenti -
le macchine, dette dai Greci periactos, e nell' altra
mostra che queste macchine avevano tre proprietà, cioè di essere -
voltabili, triangolari e di avere ciascuna tre specie di
ornamenti. Queste macchine dunque erano prismi triangolari
retti aggirantisi attorno ad un asse, ed aventi sopra ciascuna
faccia (la quale era un rettangolo piano) dipinta una qualche -
scena. Questi prismi posti perpendicolarmente col loro
volgersi presentavano agli spettatori una varia scena su di
ogni loro faccia. Per tal motivo il Poleni dà a queste macchine -
il nome di prismi delle scene,
(2) Il latino fabularum.