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LIBRO V.
una metà del pluteo al di sotto: le colonne sopra -
il detto pluteo sieno un quarto meno alte
delle inferiori: gli afchitravi e gli ornamenti un
quinto. Parimente se vi sarà un terzo episcenio
1), il sommo pluteo sia alto una metà di quello -
di mezzo : le colonne di questo terzo ordine
abbiano un quarto d'altezza minore delle medie;
gli architravi colle cornici delle colonne abbiano -
egualmente un quinto d' altezza delle medesime. -
51. Non in tutti i teatri però le simmetrie
possono corrispondere a tutte le regole e a tutti gli
effetti ; ma è ben necessario che l'architetto consideri -
con quali proporzioni si debba seguire la
simmetria, e con qual metodo questa alla natura
del luogo o alla grandezza dell' opera possa adattarsi -
(2). Perchè vi sono alcune cose, le quali
si nel grande, che nel piccolo teatro, stante l'uso
loro, devono essere fatte della stessa grandezza; cioè
1 gradi, le precinzioni, i plutel, 1 sentieri, le salite, -
i pulpiti (3), i tribunali (*), ed altre simili
(1) Qui si deve intendere col Filandro un terzo ordine
di colonne; e devono queste con quelle del secondo avere
10 stesso rapporto, che le seconde avevano colle prime. Nello -
stesso modo poi che si dice proscenio perché non si potra -
dire episcento, ossia terzo ordine sopra la scena?
(2) Secondo la lezione del Pontedera che crediamo esattissima. -
5) Nominandosi qui i pulpiti fra le parti, di cui ( per
servire al loro uso) non si possono alterare le dimensionisi -
deve intendere, dice lo Stratico, che fossero questi aleunmuriciuoli -
innalzati al margine delle precinzioni, onde sli
spettatori non potessero cadere; e simili poggiuoli devono
essere stati nei corni del teatro all'estremità det gradipi. Ma