LIBRO v.
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tro una linea parallela, la quale disgiunga il pulpito -
del proscenio dalla regione dell' orchestra.
Cosi il pulpito si farà più spazioso di quello de
Greci; perchè qui tutti gli artisti operano sulla
scena, e nell orchestra stanno i sedili stabiliti pei
Senatori. Ma quel pulpito non sia più alto di cinque -
piedi, affinchè tutti coloro che siedono nell'orchestra -
possano vedere i gesti di tutti gli attori. -
46. 1 cunei degli spettacoli nel teatro sieno
divisi in modo, che gli angoli de' triangoli, che
procedono all' intorno della curvatura del circolo,
dirigano le salite e le scale, che sono fra 1 cunei, -
alla prima precinzione. Al di sopra i cunei
superiori con alterni sentieri sieno diretti al mezzo. -
Quelli poi, che sono in fondo e che dirigono
le scalinate, sieno in numero di sette; gli altri cinque -
segneranno la composizione della scena. L'angolo -
di mezzo dee avere dirimpetto le imposte regie -
: e quelli che sono a destra e a sinistra segneranno -
la composizione delle foresterie : gli ultimi -
due guarderanno i passaggi delle cantonate.
47. I
gradini degli spettacoli, dove si sta a
sedere (1), si formino in modo che non sieno
troppo angusto poichè la sua larghezza non eccederà la quarta -
parte del diametro della orchestra. Nulladimeno non sono
da trascurarsi le congetture del Poleni, onde la larghezza
del proscenio nei teatri romani sia tale che serva all'uopo degli -
spettacoli. Cosi lo Stratico. Su ciò veggasi la succitata
Giunta V., in cui si spiegherà con apposite figure tutta la dottrina -
vitruviana.
(1) Da questo modo di esprimersi deduce il Newton che