Volltext : Lib. V (5)

CAPO  II.
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dezza  delle  loro  simmetrie  corrisponda  al  medesimo -
  foro.  Soprattutto  poi  la  curia  dev'essere  conformata -
  alla  dignità  del  municipio  ovvero  della
città;  e  se  sarà  quadrata,  la  sua  altezza  dovrà  costituirsi -
  una  metà  maggiore  della  larghezza;  che  se
sarà  oblunga,  si  sommino  insième  la  lunghezza  e  la
larghezza,  e  la  metà  della  somma  si  dia  all  altezza
fino  alla  soffitta.  Inoltre  le  pareti  medie  (1)  devono -
  essere  contornate  di  cornici  di  legno  o  di  stuclubrità -
  del  luogo.  Vitruvio  prescrive  che  queste  due  specie
di  edifizi  abbiano  ad  essere  unite  al  foro,  ma  non  fa  parola
sulla  loro  forma.  Soltanto  disse  qualcosa  della  curia.  La  voce -
  curia  nella  sua  origine  significava  quel  luogo,  ove  per  comando -
  di  Romolo  si  adunava  il  popolo  romano  onde  con
lui  avesse  cura  della  repubblica,  deliberando,  giudicando,  votando -
  sugli  affari  della  medesima.  Allora  però  la  curia  era
un  templo  sacro,  poichè  lo  stesso  Romolo  aveva  assegnato
a  ciascuna  curia  o  tribù  le  sue  cose  sacre,  e  determinati  gli
Dei  che  si  dovessero  venerare,  i  luoghi  ove  venerarli,  e  le
spese  necessarie  al  loro  culto.  In  seguito  la  curia  non  fu  che
un  edifizio  destinato  ai  pubblici  consigli,  ove  ciascun  Senatore -
  veniva  a  comunicare  quanto  egli  credeva  utile  alla  repubblica; -
  tale  fu  la  curia  Ostilia  eretta  dal  re  Tullo  Ostilio. -
  La  curia  poi  differiva  dalla  basilica,  in  quanto  che  questa -
  era  un  edifizio  vastissimo,  ove  si  raccoglievano  non  solo
i  Senatori  alle  deliberazioni  di  Stato,  ma  ogni  specie  di  giudici
per  decidere  le  cause,  e  tutti  i  giurisperiti  per  consigliar  i
clienti  ;  e  quando  questi  mancavano,  si  riunivano  i  negozianti
a  trattare  dei  loro  affari.  Cosi  le  città  ed  i  municipj,  cui  furono -
  in  seguito  impartiti  i  diritti  dei  cittadini  romani,  e  che
si  reggevano  nella  stessa  guisa,  o  poco  diversa,  con  cui  si
reggeva  Roma,  eressero  magnifiche  curie  e  basiliche.  Dalla
descrizione  che  fa  Vitruvio  della  curia,  si  deduce  che  questa -
  constava  di  un  solo  luogo  principale  o  conclavio,  di  cui
si  mostri  l’uso,  e  determina  le  dimensioni  con  le  stesse  regole -
  assegnate  nel  lib.  VI.cap.5.  pei  conclavj.  Cosi  lo  Stratico.
(1)  Qui  Vitruvio  stabilisce  l'altezza  di  queste  cornici;  lasciando, -
  come  osserva  lo  Stratico,  alla  prudenza  dell'architetto -
  il  determinarne  lo  sporto  ;  poichè  la  riflessione  della
voce  non  dipende  solo  dall'  ampiezza  e  dalla  figura  del  luogo, -
  ma  benanche  dalla  materia  con  cui  vengono  costrutte  le
            
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