CAPO II.
23
dezza delle loro simmetrie corrisponda al medesimo -
foro. Soprattutto poi la curia dev'essere conformata -
alla dignità del municipio ovvero della
città; e se sarà quadrata, la sua altezza dovrà costituirsi -
una metà maggiore della larghezza; che se
sarà oblunga, si sommino insième la lunghezza e la
larghezza, e la metà della somma si dia all altezza
fino alla soffitta. Inoltre le pareti medie (1) devono -
essere contornate di cornici di legno o di stuclubrità -
del luogo. Vitruvio prescrive che queste due specie
di edifizi abbiano ad essere unite al foro, ma non fa parola
sulla loro forma. Soltanto disse qualcosa della curia. La voce -
curia nella sua origine significava quel luogo, ove per comando -
di Romolo si adunava il popolo romano onde con
lui avesse cura della repubblica, deliberando, giudicando, votando -
sugli affari della medesima. Allora però la curia era
un templo sacro, poichè lo stesso Romolo aveva assegnato
a ciascuna curia o tribù le sue cose sacre, e determinati gli
Dei che si dovessero venerare, i luoghi ove venerarli, e le
spese necessarie al loro culto. In seguito la curia non fu che
un edifizio destinato ai pubblici consigli, ove ciascun Senatore -
veniva a comunicare quanto egli credeva utile alla repubblica; -
tale fu la curia Ostilia eretta dal re Tullo Ostilio. -
La curia poi differiva dalla basilica, in quanto che questa -
era un edifizio vastissimo, ove si raccoglievano non solo
i Senatori alle deliberazioni di Stato, ma ogni specie di giudici
per decidere le cause, e tutti i giurisperiti per consigliar i
clienti ; e quando questi mancavano, si riunivano i negozianti
a trattare dei loro affari. Cosi le città ed i municipj, cui furono -
in seguito impartiti i diritti dei cittadini romani, e che
si reggevano nella stessa guisa, o poco diversa, con cui si
reggeva Roma, eressero magnifiche curie e basiliche. Dalla
descrizione che fa Vitruvio della curia, si deduce che questa -
constava di un solo luogo principale o conclavio, di cui
si mostri l’uso, e determina le dimensioni con le stesse regole -
assegnate nel lib. VI.cap.5. pei conclavj. Cosi lo Stratico.
(1) Qui Vitruvio stabilisce l'altezza di queste cornici; lasciando, -
come osserva lo Stratico, alla prudenza dell'architetto -
il determinarne lo sporto ; poichè la riflessione della
voce non dipende solo dall' ampiezza e dalla figura del luogo, -
ma benanche dalla materia con cui vengono costrutte le