LIBRO V.
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sizione (1) del tetto al di fuori e al di dentro
dell' alta testuggine, ne deriva un venustissimo aspetto. -
Parimente ommettendo (2) gli ornamenti
degli architravi e la distribuzione dei parapetti e
delle colonne superiori si scema una faticosa molestia, -
e si diminuisce in gran parte la spesa. Le
colonne poi con continuata altezza prolungate lin
sotto la trave della testuggine sembrano accrescere -
sontuosità alla spesa e considerazione alla fabbrica. -
CAPO II.
Dell' erario e del carcere della curia.
17. L'erario, il carccre, la curia (3) devono
congiungersi al foro, ma in modo che la gran¬(1) -
Il fastigio indica la inclinazione del tetto. Ora avendo -
detto che le travi evergance sostengono il tetto della basilica -
da una parte, e quello del templo dall'altra, ne viene
di conseguenza che dovevano disporsi due frontispizj; e
questa disposizione offriva un bello aspetto tanto nell'interno, -
che nell'esterno della basilica. Questo è quello che volle
dire Vitruvio.
(2) Qui fa conoscere quanto più magnifica risulti una basilica -
ad un solo piano.
(3) L’erario è proprio della città o della repubblica; ed
il fisco del principe. L'erario di Roma, come si sa da Festo
e da Plutarco, cioè quel luogo, ove si conservava l'oro pel
l'uso della repubblica, era nel tempio di Saturno, ed era
diverso dal luogo, in cui si coniavano le monete e che si
chiamava moneta. Delle carceri tratta a lungo Leon Battista
Alberti nel lib. V. 13, Su questo soggetto si occupô singolarmente -
quell'inglese che viaggiò tutta Europa per visitar
le carceri delle più cospicue città, onde insegnare ad alleviar -
la sorte degli uomini ivi detenuti e ad aumentare la sa¬