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doni animò alcuni à salir lieti quei dirupi, li quali per sassi, & scogli, oue
il montar manco precipitoso pareua, e da quel lato, ou erano le mura più
baſſe ſalirono. il primo fù Lamba Doria giouane ornato di singolar virtù, -
lo ſegui vn Corso, e due Capitani di galea con due insegne, & molti -
altri di mano in mano. Li nimici dalle mura cacciati ſi ritirano
nella fortezza, e cosi quella parte della città chiamata lsola vien presa,
oue le genti del Doria di fossi, e d'argini si fortifioarono. In questo mentre -
pigliano vn certo Greco, che portaua letterè da Lepanto, per le qualisi -
hebbe notitia, che si faceuano genti per venit à soccorrere li nimici. Fù
il capo di costui appeso in cima d'un hasta, e fatto gridi grandissimi affine, -
che li nimici lo conoscessero, e subito si procurò, che Teodoro Spinola; -
& altri Capitani con le loro compagnie in vn luogo commodo, e non
molto lontano dalla città pigliassero le strade, & in quelle attrauersando
molti legni vietassero il passo à coloro, che s'intendeuano douer venir in
aiuto de nimici. Al che mentre ſono intenti, auuedutisi, che intorno à
cento caualli correuano alla città dalla banda del mare, impedirono loro -
il ritorno, & assai presto intorniatili da ogni lato, quasi tutti li vecisero; -
molte teſte del quali appeſe all haſte poſero alli aſſediati horrendo, e
ſpauentoſo ſpettacolo; li quali conoſcendosi fuori d'ogni ſperanza di
poter esser soccorsi, disperati delle cose loro deliberarono di non sostener
più oltre l'aſſedio, e conuenuti con i nostri di vscir senza offesa della fortezza, -
ſalui partirono. Il Doria dimorato quiui due giorni, e le coſe, che
la ſua diligenza richiedeuano, ottimamente ordinâte fece ſouraſtante à
quel luogo Gieronimo Mendozza con vna guardia di mille cinquecento -
soldati. Quindi paſsò nel golfo di Patraſſo, oue cominciando à battere -
la città, li terrazzani ſubito ſi arrenderono, e laſciatoui Eraſmo Doria -
con vn presidio, egli s'inuia verso il golfo di Corinto per oppugnar
due castelli, quali nella focè di quello golfo s'ergono, e con le frontiere
tra loro oppoſti ambedue ilati difendono. Vno per la venuta de nostriiſpauentato -
quasi senza fatica peruenne in potestà del Doria, il qual laſciato -
gli huomini con le mogli, e figliuoli andat ſalui lo fece gittar à terra, -
& da fondamenti distruggere. Coloro, che teneuano l'altro, il qual
guarda verso Lepanto, disposti di prouar l'estremo colpo della fortuna
s'apparecchiano con ogni pertinacia à difenderlo, e sforzandosi i nostri
di ſalir le mura, & all'incontro i ninlici fortemente opponendosi, aiutati
etiandio dalle lor donne non meno pertinaci, & animòse à questo; che
gli huomini, molti de noſtri precipitati, e feriti viddero l'ultimo gioruo
loro, questa maniera di combattere, recando troppo gran danno à noſtri, -
parue foſſe bene por mano all'artiglieria, dal continuo abbattimento -
della quale rotta vna gran parte della muraglia si fece strada di maniera, -
che ſi potè entrar dentro? all hora s'vdirono gridi grandissimi di
persone dolenti, che la vita con mesta, e rotta voce chiedeuano; ma l'ardente -
sdegno non diede luogo alla misericordia, non perdonò à vecchi,
non alle donne, non à fanciulli, e cosi fù la fortezza desolata. Recate à
fine queste cose, cominciò il Dotia à pensar in che maniera potesse espugnar -
Lepanto: da vna parte li felici progressi delle cose sue lo spingeua.
no à non tralaſciare il corso della vittoria; dall'altra la maluagità del
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ten p).