Volltext : Lib. V (5)

CAPO  I.
11
11.  1  luoghi  delle  basiliche  (1)  congiunte  al
fori  devono  essere  scelti  nelle  parti  più  calde,  affinchè -
  i  negozianti  possano  ivi  raccorsi  l'  inverno
senza  soffrire  dall'  intemperie  della  stagione  (2).
Le  loro  larghezze  non  minori  della  terza  parte,
ne  maggiori  della  metà  della  lunghezza,  se  però
non  farà  ostacolo  la  natura  del  luogo,  e  non  isforzerà -
  a  cangiare  la  simmetria.  Che  se  il  luogo
andasse  tropp'  oltre  in  lunghezza,  nelle  sue  estre¬(1) -
  Le  antiche  basiliche  furono  modello  delle  chiese  cristiane. -
  La  differenza  fra  le  basiliche  ed  i  tempj  antichi  sta
nell’essere  questi  cinti  esternamente  da  colonnati,  e  quelle
adornate  di  colonne  solo  nell’interno,  come  le  nostre  chiese.
Vitruvio  descrivendo  la  basilica  di  Fano  da  lui  architettata,
fa  conoscere  qual  fosse  secondo  lui  la  miglior  forma  da  attribuirsi -
  a  questa  specie  di  edifizj.  La  voce  basilica  significa
casa  reale,  ma  si  attribui  poscia  questo  nome  a  quella  sala,
ove  si  rendeva  giustizia  dai  re,  e  si  continuò  in  Roma  à
chiamare  basilica  quell'edifizio,  ove  si  radunavano  i  giudici,
i  magistrati  ed  i  mercanti  per  trattare  dei  loro  affari.  Le  regole -
  date  da  Vitruvio  non  sono  cosi  fisse,  dice  il  Milizia,  da
vietare  di  operar  diversamente  ;  poichè  l'ingegno  non  si  lascia -
  soggiogare,  ma  sa  trovar  il  bello  nella  varietà  ;  e  percio
si  videro  basiliche  di  varie  forme.  Le  più  maestose  però  érano -
  quelle  senza  muri,  senza  ordini  superiori  e  senza  pilastri.
Fra  le  chiese  cristiane  quelle  che  in  Roma  conservano  tuttora -
  meglio  la  forma  di  basiliche  sono  santa  Maria  Maggiore
e  santa  Agnese  fuori  le  mura.  Il  Milizia  biasima  le  cosi  delte -
  basiliche  cristiane  erette  sul  gusto  di  santa  Solia,  cioe
tutto  pilastri,  volte  e  cupole,  il  quale  fu  imitato  dai  Veneziani -
  nel  loro  san  Marco,  dal  Brunelleschi  nel  duomo  di  Firenze, -
  da  Brumante  e  da  Michelangelo  nel  gran  san  Pietro,
il  quale  fu  l'idolo  di  tutto  il  pecorame  degli  architetti.  Veggasi -
  la  Giunta  II.
(2)  Si  vede  qui  quanto  resti  da  imparar  dagli  antichi.  Il
ridurre  le  città  formatesi  in  tempi  barbari,  per  non  aver  ill
coraggio  di  piantarne  di  nuove,  ovvero  di  cangiare  a  poco
a  poco  la  forma  totale  delle  antiche,  fa  si  che  tentando  di
perfezionare  la  società,  più  che  mai  si  conservi  la  imperfezione. -

            
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