Volltext : Lib. V (5)

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GIUNTA  VII.
taluno  tiene  luogo  di  valida  prova,  ma  che  non  sempre  à
sicura,  benchè  abbia  qualche  fondamento  di  verità  svisata
però  in  mille  guise.
Ma  comunque  ciò  sia,  avendo  esposto  la  nostra  opinione,
offriamo  nella  suddetta  Tav.  X.  la  icnograsia  di  uno  fra  questi -
  edifizi,  il  quale  si  chiama  tuttora  le  Terme  di  Agrippa,
adattandovi  la  disposizione  assunta  dal  Cameron,  affinché  si
conosca  come  la  pensarono  fino  ad  oggi  i  descrittori;  e  vi
agglungeremo  la  spiegazione  dei  nomi  che  furono  dati  alle
varie  parti,  perchè  si  osservino  le  contraddizioni  che  regnano -
  fra  i  nomi  stessi  e  la  forma  di  ciò  che  rappresentano.
Cominciando  dalla  storia  ripeteremo  un  passo  che  si  legge -
  nel  Lib.  XLIII.  di  Dione,  e  che  viene  riportato  dal  Bertotti -
  nell'  operetta  succitata.  „Agrippa,  dic'  egli,  quell'  uomo
„d'ingegno  cosi  distinto,  e  nato  a  grandi  imprese,  che  ha
„riscosso  da  tutti  gli  Storici  gli  elogi  più  luminosi,  che  tut¬„ -
  to  prestossi  alla  gloria  d’Augusto,  e  nel  governo  del  gran¬„de -
  impero  durante  la  pace,  e  nel  facilitargli  tante  segnala¬„te -
  vittorie,  ebbe  il  merito  di  accrescere  il  materiale  splen¬„ -
  dore  di  Roma,  facendo  ergere  con  sorprendente  magnifi¬„cenza -
  i  bagni  superbi  che  portavano  il  di  lui  nome,  dei
„  quali  morendo  fece  dono  al  popolo  romano.
Ognuno  che  parlô  delle  terme  di  Agrippa  si  trattenne
à  lungo  sulla  Rotonda,  detta  il  Panteon,  ch'  e  unita  alle
medesime.  Noi  già  dicemmo  che  deve  considerarsi  siccome  il
vestibolo  della  casa  Palatina,  considerando  quell'edifizio  non
destinato  ad  uso  di  bagni,  ma  bensi  ad  uso  di  palazzo  reale. -
  Ma,  quantunque  siamo  persuasi  che  questa  fosse  la  sua
vera  destinazione,  riporteremo  i  pensamenti  dei  principali
autori  che  ne  parlarono;  e  percio  ci  atterremo  a  quanto  espose -
  il  Bertotti  su  questo  proposito.  Palladio  lo  crede  un
tempio  eretto  al  tempo  della  Repubblica,  ed  ornato  poscia
da  Agrippa  col  portico  che  tuttora  sussiste.  Questo  grande
maestro  era  altresi  persuaso  che  antica  e  ad  uso  di  tempio
fosse  pure  la  cappella  di  mezzo  dicendo:  è  opinione  di  molit -
  che  la  cappella  di  mezzo,  ch'  à  rincontro  all  entratanon -
  sia  antica,  perchè  l'  arco  di  essa  viene  a  rompere  alcune -
  colonne  del  secondo  ordine  .  ..  .  Ma  perché  io  veggo -
  ch  ella  benissimo  accompagua  con  tutto  il  resto  dell'o¬
            
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