Volltext : Lib. V (5)

GIUNTA  V.
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dichi  conveniente.  Uno  fra  gli  scopi  degli  spettacoli  teatrali
(lasciando  il  morale  che  non  risguarda  menomamente  l'architetto -
  come  architetto)  è  quello  di  rappresentare  una  qualche -
  azione  in  maniera  di  trasportar  ciascuno  spettatore  fuori -
  della  moltitudine  che  lo  circonda  e  da  fargli  prendere  parte -
  all'azione  stessa  in  guisa  da  sentirsi  suscitare  tutti  quegli
affetti  che  proverebbe  se  il  fatto  accadesse  realmente  e  senza -
  alcuna  finzione  sotto  ai  suoi  occhi.  Questo  scopo  ha  per
suo  fondamento  la  poesia,  la  qual  arte  divina  saprà  suscitare -
  i  vari  affetti,  e  trasportare  l'  animo  di  taluno  senza  bisogno -
  di  altri  sussidj,  ma  non  giungerà  a  quel  completo
trionfo  che  si  promette  senza  l'  ajuto  della  illusione.  Laonde -
  il  teatro  al  momento  della  rappresentazione  non  piu  deve -
  agli  astanti  apparire  un  teatro,  ma  bensi  quel  solo  campo -
  ove  il  fatto  si  suppone  accadere.  Questo  scopo  certamente -
  fu  conseguito  dai  moderni,  che  il  Milizia  chiama  nottamboli, -
  ad  un  grado  molto  maggiore  che  non  lo  conseguironc
gli  antichi,  appunto  perchè  col  mezzo  delle  faci  si  fa  risaltare -
  maggiormente  le  dipinture  delle  scene,  onde  riescono  ad
ingannare  persino  l'occhio  più  esercitato.  Quindi  al  teatro
si  deve  per  tal  fine  concorrere  di  notte  e  non  di  giorno.  Ne
dopo  le  molteplici  macchine  di  recente  inventate  per  ottenere -
  la  massima  illusione,  dopo  la  pompa  delle  sceniche  de
corazioni,  e  dopo  i  progressi  della  cereografia,  non  si  troverà -
  alcuno  che  ragionando  sugli  effetti  teatrali  volesse  tuttora -
  preferire  l'  immutabile  proscenio  degli  antichi,  e  i  triangoli -
  versatili  che  accenna  Vitruvio,  e  le  decorazioni  che  si
mutano  al  di  là  delle  tre  aperture  della  scena  stabile,  come
vorrebbe  il  Milizia.  Sarebbe  lo  stesso,  dice  l'  Ugoni,  che  anteporre -
  alla  squisitezza  dei  banchetti  moderni  le  semplici
mense  degli  eroi  di  Omero.
Essendosi  quindi  prescelta  ragionevolmente  la  notte  al  glorno -
  per  simili  spettacoli,  tanto  più  che  questi  hanno  luogo  nella
stagione  invernale,  durante  la  quale  non  si  saprebbe  come  soilevarsi -
  diversamente  dalla  noja  delle  lunghissime  notti,  ne
segue  che  anche  la  conformazione  del  teatro  vi  si  doveva
adattare.  Ed  in  primo  luogo  era  necessario  di  farlo  stabilmente -
  coperto,  molto  piu  dannosa  riescendo  l'  influenza  dell'atmosfera -
  nella  notte,  di  quello  che  nel  giorno  ;  e  questa
            
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