GIUNTA V.
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ai di nostri una situazione ancor più vantaggiosa di quella
che avevano gli antichi, attesa la moltiplicità delle carrozze,
di cui facciamo uso. Ma soprattutto è necessaria una comoda -
disposizione interna perchè tutti possano vedere e sentire -
egualmente. 3.° Che per legge di convenienza l' esterno
deve annunziare l' uso dell' edifizio.
Ma il Milizia quando scriveva il suo bel trattato, che
mosse tanto bisbiglio nella corte di Roma, non aveva per
anco veduto il celebre teatro della Scala in Milano architettato -
dal Piermarini, ed aperto la prima volta nel 1778; non
aveva veduto quello della Fenice in Venezia, opera dil Antonio -
Selva da lui stesso diretta negli anni 1791, e 1792;
nè quelli che progettò, e fece eseguire il Quarenghi. Avrebbe
allora conosciuto che la curva del primo trovata geometricamente -
rendeva immortale il suo architetto a segno che ogni -
altro si fê onore di ricopiarla nella costruzione di tali
edifizj ; che il fornice di cui viene coperto il secondo è degno -
di osservazione per la sua equabile curvatura atta a raccoglière -
e a diffondere il suono; e che il Quarenghi con le
sue modificazioni giunse a combinare i vantaggi dei teatri
antichi con quelli dei moderni.
La sua critica però, benchè esercitata giustamente in molte -
parti di quell' opera, non doveva condurlo a dichiarare
affatto incomoda la forma de nostri teatri; ed i suoi principj -
stessi dovevano salvarlo dalla diremo quasi mania di voler -
riattivare in tutto e per tutto la costruzione teatrale degli -
antichi. In questa guisa si vorrebbe che le arti non dovessero -
modilicarsi dietro gli usi delle nazioni, ai quali devono
servire almeno in tutte le parti accessorie, e si vorrebbe
venerare e adottare tutto ciò che sa di antico pel solo motivo -
ch' è antico, e non già perchè la sana ragione lo giu¬» -
zioni europee. Ella ha certamente grandi e ricchi edifizi pubblici e
» privati, e supera in ciò qualunque altra capitale ; ma la grandezza e la
» ricchezza non hanno punto che fare colla bellezza dell' architettura, e la
» piccola Vicenza col solo Palladio è incomparabilmente più bella della
» grandissima Roma, non ostante i suoi Bramanti, San Galli, Buonar-» -
roti, Peruzzi, Vignoli, posti già in oblio per Fontana, Maderni, Berni¬» -
ni, Borromini, seguiti da uno stuolo, che alla Tartara calpesta la bel¬» -
la architettura Greca-Romana."