Full text: Lib. V (5)

GIUNTA 1V. 
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Ora è necessario l'esaminare qual sia fra quelle spiegazioni 
la più conforme al sentimento dell' autore ed alle leggi del¬ 
la fisica, trattandosi di suono, e di suono rimandato, e pri¬ 
ma gioverà il distinguere l' eco preciso e chiaro dall' eco in¬ 
certo e confuso. Il primo succede quando ad una voce, o 
ad un suono, s' oppone una superficie solida e piana, posta 
ad angolo retto con la supposta linea diretta dal punto d'on¬ 
de parte la voce, poichè essendo retto l' angolo d' inflessio¬ 
ne, per legge di natura deve essere tale anche quello di ri¬ 
flessione, e perciò ritornar la voce ond' è partita; e ciò non 
avviene che all' aria aperta : il secondo succede quando ad 
una voce s' oppone un corpo di varj lati, come un esagono, 
un ottagono, un circolare, nei quali facendo la voce infles¬ 
sioni ad angoli varj, e corrispondendo le riflessioni ad an¬ 
goli simili, si forma fra queste e quelle un contrasto ed u¬ 
na confusione, che producono il rimbombo, e questo avvie¬ 
ne nei luoghi chiusi ; e che la voce provenga da vicino o 
da lontano non si sente questo rimbombo se non in poca 
distanza. 
att 
Premessa tal necessaria distinzione, e ritornando all' esa- 
me, vedremo che i martelletti del Cesariani, ed i fili di fer¬ 
ro del Kircher niente hanno che fare con l' eco, e però pas¬ 
seremo al Cavalerio, il quale ha inteso, che la voce si pie¬ 
ghi due volte ad angolo retto, l' una per entrar nel foro di 
sopra, l' altra per sortire da quello di sotto, le quali piega¬ 
ture si possono bensi ottener dalla luce con due specchi po¬ 
sti a gradi 45. negli angoli delle stesse, ma non saprei con 
qual modo ciò si potesse ottener dalla voce : oltre di che 
non essendo abbassato in quel luogo il primo grado, come 
dice Vitruvio nel lib. 5. cap. 5, se uno spettatore vi si po¬ 
nesse a sedere verrebbe intercetta alla voce e l' entrata e 
l' uscita. Il Perrault s'è più attenuto alle parole di Vitru¬ 
vio, ma non ha superate alcune difficoltà che s' incontranc 
per la più probabile intelligenza. La prima è, che un vaso 
di qualunque forma e materia quando abbia due appoggi 
particolarmente su l' orlo, toccato anche da cosa più forte 
di una voce, non rende che un suono morto incapace di 
produrre armonia, come non risuona chiaro una campana 
sol che vi si ponga sopra una mano; ed è ben noto che il
	        
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