Volltext : Lib. V (5)

GIUNTA  III.
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te  secondo  le  medesime  leggi  in  tutte  le  arti  e  le  scienze,  e
tentarono  dietro  i  canoni  ed  i  numeri  musicali  di  ricavare
le  teorie  sull'  armonia  dei  corpi  celesti  e  sulla  formazione
del  mondo  e  dell'  anima  umana.  Pittagora,  come  osserva
Plinio  nel  lib.  II.  cap.  22,  seguendo  le  leggi  della  musica
chiama  tuono  la  distanza  dalla  Terra  alla  Luna,  calcolando
che  da  questa  a  Mercurio  ve  ne  sia  una  metà,  quasi  eguale
distanza  da  Mercurio  a  Venere,  da  questa  al  Sole  un  tuono  e
mezzo,  dal  Sole  a  Marte  un  tuono  cioè  un'egual  distanza  che
dalla  Terra  alla  Luna,  da  Marte  a  Giove  un  mezzo  tuono,
ed  uno  e  mezzo  da  questo  allo  zodiaco.  Con  che  viene  a
costituire  sette  tuoni,  la  qual  armonia  dicesi  diapason  cioè
concento  universale.  Le  quali  idee  seguitando  Keplero,  e  volendo -
  trovare  le  proporzioni  armoniche  nelle  distanze  fra  i
pianeti  e  nei  loro  periodi  scopri  molte  verità  non  più  conosciute -
  con  grande  incremento  dell'  astronomia.
Le  arti  belle  hanno  comuni  i  confini,  ed  in  certo  modo
fra  loro  si  collegano,  e  con  questo  vicendevole  legame  tendono -
  allo  stesso  oggetto.  Anzi  se  si  considera  la  loro  massa
quale  contiensi  nella  mente  dell'  uomo  (per  usare  di  questa
immagine)  si  potrà  conoscere  per  mezzo  di  quali  stromenti
le  stesse  si  svolgano  e  fra  loro  si  distinguano  senza  perdere
quella  mutua  attrazione  che  hanno  perchè  procedono  dalla
medesima  massa.  Gli  stromenti  con  cui  le  opere  dell'  arti
belle  si  traggono  dalla  massa  del  bello  ideale  sono  la  vista,
l'udito,  l'  intelletto,  l'  invenzione,  l'  abitudine  e  l'  esercizio.
Quei  due  sensi  si  distinguono  dagli  altri  in  ciò  che  le  impressioni -
  sopra  di  essi  esercitate  benchè  materiali,  si  confondono -
  quasi  colle  idee  che  vengono  nella  mente  eccitate.  L'intelletto -
  per  sua  natura  sempre  attivo  mantiene  fra  quelle
idee  un  vincolo  che  non  si  può  dall'  arbitrio  nè  sciogliere
né  cangiare,  e  trae  un  grandissimo  e  squisito  piacere  dal
confronto  fra  le  medesime  e  dalla  loro  congruenza,  dignità,
semplicità,  ordine,  bellezza.  E  fra  le  arti  belle  alcune  si  possono -
  dire  imitatrici,  siccome  la  pittura,  la  scoltura,  il  giardinaggio -
  ;  ed  altre  creatrici  siccome  l'  architettura,  la  musica, -
  la  poesia  ;  ma  nelle  prime  l'  istromento  che  svolge  il  naturale -
  ingegno  è  l'  imitazione  degli  oggetti  offerti  dalla  natura; -
  nelle  seconde  poi  che  creano,  l'  ingegno  deve  assog¬
            
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