Volltext : Lib. V (5)

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GIUNTA  II.
numero  di  colonne  degl'inferiori,  come  si  vedeva  nel  Panteon, -
  né  posanti  in  falso,  come  nel  tempio  del  Sole  a  Palmira -
  che  aveva  due  colonne  sopra  il  vano  della  porta,  e  come -
  fece  il  Bramunte  nel  terzo  ordine  del  cortile  di  Belvedere. -

In  questa  sovrapposizione  Vitruvio  prescrive,  che  da  un
ordine  all'  altro  l'  altezza  della  colonna  vada  diminuendo  de
una  quarta  parte  della  sottoposta,  sicchè  nel  secondo  piano
la  colonna  equivalerà  in  altezza  a  tre  quarti  di  quella  che  é
nel  primo,  nel  terzo  a  tre  quarti  di  quella  nel  secondo  ossia -
  nove  sedicesimi  di  quella  nel  primo.  E  se  alle  colonne
si  sottopongono  piedistalli  allora  l'  altezza  compresovi  colonna -
  e  piedistallo  starà  dal  primo  al  secondo  ordine  come  sedici -
  a  undici,  e  quella  dal  primo  al  terzo  come  trentadue
a  quindici.
Ma  su  queste  gradazioni  vario  fu  il  sentimento  dei  più
riputati  maestri,  siccome  avviene  di  cosa  che  ha  il  difetto
nella  sua  istituzione.  La  regola  migliore,  però  dice  il  Milizia,
e  quella  che  stabili  lo  Scamozzi  dietro  agl'  insegnamenti  di  Vitruvio, -
  cioè  che  l'  imo  scapo  dell'  ordine  superiore  si  eguagli -
  al  sommo  scapo  di  quello  che  gli  è  sottoposto,  come  se
le  colonne  rappresentassero  un  solo  e  lungo  albero  tagliato
in  plu  tronchi.  Ed  aggiunge  il  Milizia,  che  affine  di  togliere
piu  che  sia  possibile  gl'  inconvenienti  si  debba  avvertire  che
le  colonne  sieno  rastremate  in  proporzione  della  loro  delicatezza, -
  e  che  gl'  intercolunnj  inferiori  siano  proporzionati  in
modo  di  non  fare  iscomparire  i  superiori.  Con  che  si  possono -
  evitare  i  piedestalli,  si  hanno  costanti  le  proporzioni  delle -
  colonne,  e  specialmente  nelle  arcate  se  gli  archi  superiori
non  saranno  più  grandi  degl'  inferiori,  come  dovrebbero  essere, -
  riesciranno  almeno  uguali.
Noi  perô  osserviamo  che  non  potendosi  evitare  la  sovrapposizione -
  degli  ordini,  sarà  più  ragionevole  che  ogni  altra
disposizione  quella  di  fare  il  primo  piano  ad  arcate  perché
queste  si  possono  considerare  siccome  una  robusta  sostruzione, -
  anzichè  come  un  edifizio  completo.  Ma  in  ciò  molto
plu  ché  in  altre  parti  dell'  architettura  fa  d'  uopo  il  retto
giudizio  dell'  archiletto  per  non  incorrere  in  quelle  sconvemenze -
  che  fanno  disonore  all'arte  egualmente  che  all'artista¬
            
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