Full text: Lib. V (5)

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GIUNTA 11. 
nostro autore stabilito ad una quarta parte dell' altezza del- 
la colonna. Poichè se si vuole la colonna alta sette diametri, 
questo sporto di un diametro e tre quarti riesce cosi ecce¬ 
dente che taluni (siccome il Galiani ) credettero di cangiare 
la voce altezza in larghezza; ma cosi caddero nell' estremità 
opposta facendo quella cornice si meschina, che non potreb¬ 
be menomamente servire all' uopo, cui viene destinata. Ma 
ritenendo che i sette diametri determinassero l' altezza del¬ 
l'edifizio, quella della colonna veniva ad essere di circa quat¬ 
tro diametri compreso l' abaco, e perciò lo sporto veniva ad 
essere poco minore di un diametro, dimensione conveniente. 
Tutto ciò si riscontra, sennon con l' esattezza matematica, 
almeno con una approssimazione bastevole per istabilire un'a¬ 
nalogia, nel tempio maggiore di Pesto, poichè la larghezza 
del medesimo eccede le tre lunghezze di colonna soltanto di 
una quarta parte di diametro, e la sua altezza comprende 
sette diametri e mezzo; che se si conta la larghezza delle estre¬ 
mitä del gradino sottoposto alle colonne che forma parte del 
tempio, e l' altezza del piano interno fino al cornicione si 
ha la più esatta corrispondenza. E cosi continua il Paoli a 
mostrare che il tempio di Pesto si addatta interamente ed in 
ogni sua minima parte alle indicazioni lasciateci da Vitruvio 
sulla forma dei tempj toscani, quando s' intenda questo au¬ 
tore senza far violenza al testo e senza volere incorrere in 
contraddizioni. 
Il tempio di cui si parla per essere secondo il linguag¬ 
gio vitruviano perittero dovrebbe avere nei lati tre colonne 
di meno; nullostante si può riguardare siccome tale. Taluni 
lo dissero anche di specie ipetro, ma tale sarebbe conside¬ 
rando una sola fra le proprietà che a questa specie attribui¬ 
sce Vitruvio, quella cioè di essere scoperto nell' interno e di 
avere ivi due ordini di colonne. Ma osserva a ragione il 
Paoli che non si deve applicare ad un' opera i nomi inven¬ 
tati molto dopo ch’era essa costrutta dietro le modificazio¬ 
ni che i Greci portarono nell' architettura. Di questo edifizio 
noi offriamo la pianta nella Tav. II. fig. 4. ed i modini nel- 
la fig. 1. della Tav. III. Riguardo alla parte interna si ri- 
scontra che le colonne sottoposte sono più sottili delle este¬ 
riori, ed anche piu svelte, sorpassando la loro altezza i quat¬
	        
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