GIUNTA I.
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lo, ma benanche agli spettacoli dei gladiatori. Percio gl'intercolunni -
si facevano più ampj ; nei portici che circondavano -
la piazza erano disposte le officine degli orefici, e al di
sopra nel secondo piano tutte quelle cose che potevano servire -
tanto ai privati che al pubblico. Aveva dunque il foro
in Italia un uso ancora più esteso di quello che lo avesse
in Grecia, servendo ad un tempo a quell'oggetto medesimo,
cui sono destinati oggidi quegli edisizj che si dicono borse;
ma non era però meno maestoso, anzi lo superava in magnificenza. -
Il Milizia nel suo capitolo sulle piazze confonde tra loro -
la descrizione dal foro greco e quella del foro romano,
perciocchè fa che anche il primo constasse di due ordini sovrapposti, -
quando Vitruvio dice che sopra la trabeazione non
vi erano che puri luoghi di passeggio, e che il secondo piano -
si faceva solo nei fori romani per oggetto di depositarvi
ciò che abbisognava alle pubbliche imposte. Soggiunge poi
lo stesso Milizia, che il cenno da lui fatto sulle piazze antiche -
serve a provare soltanto che si può riunire l'utilità alla -
magnificenza, ma non già ad impegnare alla imitazione
di quelle, perchè se erano tutte della stessa forma, e tutte
egualmente porticate, quella costante ripetizione dovea necessariamente -
rendere nojose le più nobili decorazioni, dovechè -
per congiungere il diletto coll' utile è necessario che
vi sia varietà di forme, di grandezze e di ornamenti. Ma qu
il censore dell' arti belle confonde il foro propriamente detto -
con qualsiasi piazza. La regolarità e la magnificenza erano -
necessarie in quella piazza ove dovevasi adunare gran
moltitudine di gente e non per mercanteggiare, ma solo per discutere -
sugli affari pubblici e privati; nè queste erano certamente -
le stesse in tutte le piazze destinate alla vendita degli -
oggetti di prima necessità, le quali dovevano essere però
sempre cinte da portici. Il Milizia vorrebbe presso il centro
della città uno spazio diviso per lungo e per traverso regolarmente -
da portici isolati o semplici o doppj o triplici, sotto -
i quali potessero vendersi al coperto i varj generi distribuiti -
nelle loro differenti classi; onde risultasse una piazza
ripartita in molte altre piazze parimente regolari e di forma
diversa, di facile comunicazione fra loro, una pel pesce, l'al¬