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GIUNTA I.
Del Foro e della Basilica.
I. DEL FORO.
Prima Dio e poi la Patria. Questa era la massima dei
sapientissimi Greci e dei valorosissimi Romani. Nulla vi dev’essere -
quaggiù che all’interesse dei suoi concittadini si
debba anteporre: tutti i Filosofi dell'antichità predicarono
questo principio. E Vitruvio, che in Filososia non la cedeva -
ad alcuno, mostra il medesimo sentimento facendo nell'aureo -
suo trattato susseguitare alla costruzione dei tempj, quella -
dal Foro e della Basilica, perciocchè là si radunavano i
magistrati ed i pubblici amministratori, e trattavano degl' interessi -
comuni, e raccoglievano i voti di tutti quando si agiva -
di cose che potessero in qualche modo riguardare la loro -
adorata libertà.
Non corrispondeva quindi il Foro a ciò che oggidi chiamasi -
piazza. Erano bensi alcune piazze che col medesimo nome
venivano appellate, ma alla voce foro eravi sempre l'aggiunto -
dell'uso a cui serviva, e dicevasi il foro dei pesci, il foro -
dei grani, il foro dei buoi, e cosi seguitando, perché in
quelli si mercanteggiavano simili oggetti. Ma foro propriamente -
detto era quel luogo che serviva alle pubbliche adunanze -
per regolare gl'interessi pubblici, ed ove gli oratori
concionavano il popolo, ed i magistrati proponevano le leggi, -
e la moltitudine le adottava o le rigettava.
Ma siccome all'utilità volevano quegli antichi associare
la comodità e la magnificenza, cosi edificarono il foro con
quella sontuosità che richiedeva l'oggetto a cui veniva destinato. -
Perciò i Greci, al dir di Vitruvio, costruivano il foro -
quadrato con doppio porticato spazioso chiuso di spesse
colonne e adorno di architravi marmorei o di pietra, ed
avente passeggi sopra all'impalcamento. Ma presso 1 Greci
VITRVVIO, Lib. v.