CAPO VII.
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le pareti ed il circuito, abbia un diametro eguale -
all' altezza della colonna al di sopra del piedestallo. -
Le colonne all' intorno della cella sieno
disposte colle solite proporzioni e simmetrie. La
regola del tetto è questa : che l'altezza della cupola, -
detratto il fiore, sia eguale alla metà del
diametro di tutta l'opera. Il fiore poi, non computata -
la piramide, abbia la grandezza del capitello -
nell'alto della colonna. Le altre cose si facciano -
con le proporzioni e simmetrie sopra descritte. -
59. Si fanno, oltre a ciò, tempj dedotti dalle -
stesse simmetrie e in diverso modo disposti (1
toro inferiore sul piano del portico, per non occupare lo
spazio degl' intercolunnj e dell' ambulacro inopportunamente, -
e per togliere le irregolarità, che producono gli angoli de
plinti negli edifizj circolari non molto vasti. Il muro della
cella s' innalza dal piano dell' ambulacro con un grandioso
basamento, fornito di base e cornice, interrotta soltanto dagli -
stipiti della porta. Un tal basamento manca nella cella
del tempio di Tivoli, ove tutto il tempio s' innalza dal piano
per mezzo del tribunale, che non vi fu mai in quello di Vesta. -
Il lavoro poi di questo tempio è di una esecuzione ingegnosissima. -
Il bugnato del muro della cella può servire,
dice il Valadier, di esempio per quanto prescrive Vitruvio
nel capo IV. di questo libro, tanto per la solidità che per
la bellezza prodotta dalla distribuzione delle pietre, che coi
loro letti e commessure alternate formano un lavoro di linee -
piacevole nell' aspetto. Trovandosi nei due tempj ora
descritti, in quanto alla loro forma, quasi un' esatta corrispondenza -
coi precetti vitruviani, crediamo di avere esposto
quanto basti, riguardo ai tempj rotondi descritti dal nostro
autore.
(1) Qui Vitruvio fa conoscere, che i tempj anche più riputati -
non venivano sempre costrutti dietro all' esatte regole
da lui prescritte, e che gli architetti non erano sempre lig
ad una determinata forma, aggiungendo, levando, modificando,
secondo che richiedeva il loro gusto o il bisogno o il luogo.