Volltext : Lib. IV (4)

CAPO  VII.
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il  piedestallo  al  basso;  poscia  si  pianti  il  muro  del
la  cella  distante  dal  piedestallo  circa  la  quinta
ciascuna  delle  quali  vi  sono  i  gradini  per  salirvi.  Nella  cella -
  havvi  una  sola  porta,  e  lateralmente  a  questa  due  finestre. -
  La  parete  della  cella  s'  innalza  perpendicolarmente  al
di  sopra  della  trabeazione  delle  colonne,  che  sono  d'ordine
Corintio,  e  viene  terminata  da  una  corona,  sopra  cui  s'  innalzano -
  tre  gradini,  ai  quali  si  soprappone  la  cupola.  L'altezza -
  totale  eguaglia  il  semidiametro  contato  dall'  esterno  del
basamento.  Nella  figura  data  dall'Ortiz  si  contano  ventiquattro -
  colonne  disposte  in  giro  sopra  piedistili  isolati,  privi  di
base  e  di  corona.  D'  intorno  sonovi  due  gradini,  che  per
qualunque  punto  mettono  al  piano  della  cella.  Le  colonne
sono  corintie,  ed  una  sola  porta  dà  ingresso  alla  cella.  Sopra -
  la  corona,  che  termina  la  parete  della  cella,  vi  sono  tre
gradini  più  larghi,  dai  quali  prende  la  mossa  la  cupola,  che
risulta  di  una  porzione  di  sfera.  La  figura  di  Newton  sembra -
  migliore  di  tutte,  e  tale,  che  spiega  il  testo  vitruviano
non  solo,  ma  che  appaga  anche  l'  artista.  Due  gradi  sono
all'  esterno,  sopra  i  quali  s'  erge  un  basamento  continuato  e
adorno  di  base  e  di  cornice.  I  gradi  esterni,  in  numero  sufficiente -
  per  salire,  sono  disposti  rimpetto  all'  intercolunnio,
che  corrisponde  alla  porta  dell'  edifizio.  Di  qua  e  di  là  della -
  porta  vi  sono  due  finestre.  Le  colonne  corintie  sostengono -
  una  trabeazione  ornata  nel  fregio.  Il  porticato  fra  le  colonne -
  e  la  cella  è  coperto  di  tetto,  che  si  unisce  alla  parete
della  cella,  che  s'  innalza  perpendicolare,  e  su  cui  si  pianta
la  cupola  di  forma  emisferica.  L'altezza  della  parete  e  della
cupola  eguaglia  il  semidiametro  dello  spazio  determinato  dalla -
  faccia  esterna  dei  piedistalli.  La  cupola  poi,  oltre  al  tetto
emisferico,  comprende  anche  talvolta  una  pietra  centrale,  od
un  ornato  in  cima  allo  stesso  emisfero,  come  osserva  il  Filandro. -
  Nel  Tempio  a  Tivoli  non  si  ha  l'esempio  della  volta -
  semisferica,  perciocchè  è  diroccata.  Ma  vi  sono  però  gli
avanzi  della  parete,  che  si  ergeva  sopra  la  corona  della  trabeazione, -
  ma  non  lascia  vedere  alcuna  inflessione,  da  cui  si
potesse  desumere  che  s'innalzasse  circolarmente,  sicchè  il
principio  della  volta,  se  pur  vi  esisteva,  doveva  essere  molto -
  plù  alto.  Non  si  sa  qual  fosse  la  forma  del  fiore;  ma  se
doveva  essère  alto  quanto  il  capitello  delle  colonne,  si  potrebbe -
  supporre  che  si  assomigliasse  a  quello  disegnato  dallo -
  Stuart  pella  Torre  dei  venti  in  Atene  (Lib.  I.  Tav.  4.).
Del  resto  il  tempio  della  Sibilla  a  Tivoli,  e  quello  di  Veéta -
  a  Roma  si  accordano  alla  descrizione  di  Newton;  nè  vi
            
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