Volltext : Lib. IV (4)

LIBRO  IV.
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del  proprio  diametro  :  sopra  1  piedestalli  le  colon¬E -
  senza  dubbio,  dic'egli,  eranvi  i  gradini  dinanzi  al  tempio,
pei  quali  si  ascendeva  al  podio,  benchè  Vitruvio  non  ne  parli. -
  Ma  il  Piranesi  nel  suo  libro  delle  Magnificenze  Romane
delineò  un  tempio  di  questa  forma  trovato  in  un  antico  frammento -
  della  villa  Medicea,  dove  i  gradini  si  veggono  corrispondere -
  all'  intercolunnio  di  fronte.
Ma  lasciando  le  quistioni,  veniamo  ad  esaminare  quel  gentile -
  edifizio  rimastoci  dell'architéttura  romana,  il  quale  al  dire
di  Aurelio  Visconti  era  sicuramente  costrutto  con  tutte  quelle
esatte  regole  che  da  Vitruvio  sono  prescritte,  vogliamo  dire  del
tempio  chiamato  della  Sibilla  in  Tivoli.  Noi  già  ne  parlammo -
  nel  Lib.  III.  pag.  29,  ove  riportammo  alla  Tav.  XVII.
il  suo  fianco,  che  n  è  la  parte  più  conservata,  ad  esempio
della  specie  denominata  sistilo.  Ora  nella  Tav.  XII.  di  questo -
  libro  si  vede  delineata  la  sua  pianta.  Parlando  di  questo -
  tempio  l'  architetto  Giuseppe  Valadier,  nella  sua  opera
più  volte  da  noi  indicata,  fa  conoscere  la  sua  opinione  nel
significato  della  voce  tribunale,  poichè  dice  :  „Questo  tem¬„ -
  pio  di  figura  rotonda,  per  l'ala  di  colonne  che  lo  circon¬„da, -
  appartiene  al  genere  dei  peripteri.  Il  grandioso  basa¬„mento -
  però,  che  forma  il  suo  piantato,  viene  assegnato  sol¬„ -
  tanto  al  monoptero,  ed  ivi  prendeva  il  nome  di  tribunale.
„Convien  dunque  dire,  che  l’accorto  architetto  di  queste
„grazioso  ed  elegante  monumento  avesse  la  sua  ragione  par¬„ticolare -
  per  formare  un  composto  di  questi  due  diversi  ge¬„neri -
  di  tempj  rotondi,  e  forse  potrebbe  riconoscersi  nel¬„l’essere -
  situato  questo  tempietto  sull'  alto  di  una  rupe  emi¬„nente, -
  che  dovendosi  rimirare  dal  basso  dell'opposta  riva,
„ne  sarebbe  restata  coperta  una  porzione  della  parte  infe¬„riore, -
  se  il  tribunale  sottoposto  non  lo  avesse  innalzato  e
„  reso  cosi  visibile  interamente  .  Confrontando  poi  la  pianta -
  suddetta  coi  precetti  stabiliti  da  Vitruvio,  si  rileva  quanto
segue.  Il  nostro  autore  stabilisce  doversi  fare  il  diametro  del
tempio  uguale  all'altezza  della  colonna  compresovi  base  e  capitello -
  ;  ora  quel  diametro  nel  detto  tempio  è  di  metri  7,272808,
e  l'  altezza  della  colonna,  compresi  metri  o,10828  del  plinto -
  soppresso,  ascende  a  metri  7,  261528;  quindi  ha  luogo
un'esatta  corrispondenza.  La  larghezza  poi  dell'ambulacro
circolare,  ossia  lo  spazio  compreso  fra  il  muro  della  cella  ed
il  vivo  delle  colonne,  vuole  Vitruvio  che  abbia  ad  essere  di
due  diametri,  ed  essendo  nel  nostro  caso  il  diametro  di
metri  o,766984,  dovrebbe  quello  spazio  risultare  di  metri
1,533968;  invece  si  trova  di  metri  1,658038,  quindi  si  tro¬
            
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