CAPO VI.
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le impagi si facciano in guisa, che divise le altezze -
in cinque parti, due ne sieno assegnate a
stabile costruzione di legno che chiamavano valva. Un esempio, -
e forse unico, si ha nella porta del Panteon. Due parastate -
doriche, alle quali insiste la trabeazione, diminuiscono
la larghezza della porta. Le imposte sono unite a queste parastate -
per mezzo de' cardini. Sopra la trabeazione havvi
uno spazio bastantemente grande, chiuso da un' inferriata
per introdurre la luce, e diviso in più spazj. Tutte queste
parti, e le stesse imposte sono movibili. Con questo esempio
sott' occhio si può spiegare il testo cosi: Le imposte si uniscono -
in modo, che gli scapi cardinali, cioè le due ante che
costituiscono le valve, sieno la dodicesima parte dell' altezza
(non già della larghezza) del lume. Fra 1 due scapi vi sieno -
1 timpani, detti volgarmente specchi o riquadri, che abbiano -
tre dodicesimi della larghezza del lume. La distribuzione -
delle impagi, ossia membri trasversali, si faccia in
modo che, divise le altezze in cinque parti, due si dieno al
riguardo superiore, e tre all' inferiore. Nel mezzo si pongano -
le impagi mezzane, cioè una per ciascuna imposta, delle -
rimanenti, altre si uniscano in alto, altre al basso sopra
le suddette divisioni. La larghezza dell' impage sia la terza
parte del timpano, e la cimasa della stessa impage sia un
sesto; la larghezza degli scapi sia la metà dell' impage, e
due terzi di questa sia il replo, di cui è incerto il vero significato. -
Gli scapi, che sono dinanzi al secondo stipite, superiormente -
si facciano la metà dell' impage. Se saranno
valvate, cioè se avranno le valve, nel senso in cui si prese -
questa voce qui sopra, le altezze resteranno inalterate, ma
la larghezza si aumenterà oltre alla larghezza della porta.
Poichè se si devono adoperare le valve, cioè 1 posticci, è
necessaria una maggior larghezza. Se si faranno quadrifore,
si aumenterà l' altezza, cioè se le porte saranno a quattro
partite, nell' altezza si comprenderanno ambe le porte. Essendochè -
mancassero gli antichi tempj di finestre, ricevevano
lume dalla parte superiore della porta; quindi la quadrilora -
constava di due parti superiori, per cui veniva introdotto -
il lume, e di due inferiori, le quali si facevano mobili.
Indi divisa la larghezza degli stipiti in sette parti, una di
queste si dà alla cimasa, e delle altre sei, due a ciascuna fascia; -
quindi nella porta attica, in cui le tre fasce sono eguali, -
si ha la cimasa eguale alla settima parte della larghezza
dello stipite. In quanto poi alla voce cerostrota, che da alcuni -
si crede corrotta, e si ama di leggere clatrata, clostrata,