CAPO VI.
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resti divisa in tre parti e mezzo; e di queste due
sieno date all' altezza dell' apertura delle porte (1).
La quale altezza si divida in dodici parti, e di
queste ne sieno assegnate cinque e mezzo alla
larghezza inferiore dell' apertura ; ma al di sopra
si ristringa (2), se il lume dal basso all' alto saterno -
sta nello stesso piano con quella del lacunare del gocciolatojo -
nella trabeazione. Pare che Vitruvio la intendesse
in questo modo, a cui si conformano l'Ortiz ed il Poleni.
(1) Taluni, per conciliar il testo colla bella proporzione
della corona, supposero che qui per lume della porta si dovesse -
intendere la parte di questa che si apriva e chiudeva,
ed immaginarono che non si comprendesse quella parte superiore, -
che rimaneva costantemente chiusa.
Badando alla voce valvarum, qui adoperata da Vitruvio,
e facendo distinzione dalla luce dell'ipotiro a quella delle
valve, si potrebbe con lo Stratico credere che cosi vada inteso -
questo passo. Ma se cosi la voleva Vitruvio, non avrebbe -
ommesso poi di determinare l'altezza di quella parte stabilmente -
chiusa, e da lui poco dopo chiamata clatro, non
essendo una dimensione da trascurarsi, giacché corrisponderebbe -
ad un settimo di tutta l'altezza, secondo quello che
si disse superiormente, e che sembra ragionevole. Ad ogni
maniera però si deve sempre escludere la lezione precisa del
testo.
(2) Crediamo opportuno di riportare qui fedelmente quanto -
dice lo Stratico. „ Questo restringimento, dic' egli, si deve
„praticare negli edifizj d' ogni maniera, cioè dorici, jonici e
„corintii. II Winckelmann nelle sue osservazioni sopra l'ar¬„chitettura -
degli antichi vuole che Vitruvio prescrivesse cio
„soltanto pei dorici ; la qual cosa si riferisce perché taluno
„ non si lasci ingannare dall'autorità di tanto uomo. Pocoke
„racconta, che di tal forma sono in Egitto quelle porte
„ch'egli chiama piramidali. La porta del tempio dorico di
„ Cora si va restringendo nella parte superiore, come pure
„quella della Sibilla in Tivoli (Tav. V. sig. 2.); forma, che
„fu accettata da molti architetti moderni, e che si vede nel
„Forte di Santo Angelo a Roma, e nelle finestre del palaz¬„20 -
Farnesiano, costrutto da Sangallo e compiuto dal Buo¬„narotti, -
come pure nelle finestre del secondo ordine del
„palazzo Sacchetti in Roma. Allo stesso Palladio sembra che
„piacesse simile restringimento, poichè lo usò negli edinzi