LIBRO IV.
54
CAPO VI.
Delle regole delle porte e delle imposte
de' tempj.
44. La regola principale delle porte (1) e delle -
loro imposte (2) ne' templi si è, che si stabilisca -
di qual genere debbano farsi. I generi poi
delle porte sono tre, dorico, jonico ed attico (3).
45. Le loro simmetrie si ravvisano con questi -
principj; cioè facendo che la sommità della
corona (4), la quale poggia sopra lo stipite supe¬(1) -
Lo Stratico fa qui un' erudita distinzione fra le voci
latine ostia, portae, januae, valvae, che noi riporteremo per
comodo degli erudili in calce al testo latino. Il Filandro dice, -
che gli antichi fecero le loro porte, come pure le loro
finestre, sempre quadrilatere, tanto negli edifizi privati, che
nei sacri tempj; che si videro arcuate solo nelle porte delle
città ; e che non curando i posteri gli esempj delle opere più
riputate, poichè l'architettura cominciò a declinare dalla sua
primitiva purezza, s’introdusse dovunque quella forma di
gusto tedesco. Questo difetto però, almeno in quanto alle
porte dei palagi, non si potrà togliere, in çausa della comodità -
che offre all' uso frequente delle carrozze, come osserva -
il Milizia.
(2) Altrimente erte o stipiti; e sono quelle due pietre, che
formano i lati verticali dell' apertura della porta; quando poi
Vitruvio gli dà l'aggiunto superiore, significa lo stesso che
l'architrave della porta medesima.
(3) Filandro dice, che questa voce deve suonare lo stesso -
che corintio.
(4) Il precetto qui riferito deve spiegarsi da ciò che segue. -
La corona, cioè il supremo ornamento da soprapporsi
alla porta, dev’ essere nella stessa linea coi margini dell'abaco -
dei capitelli delle colonne collocate nel pronao. Quindi la
figura portata dal Poleni (Tav. V. fig. 1.), che corrisponde
quasi perfettamente alle figure date dal Barbaro, dal Per¬