LIBRO IV.
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CAPO V.
Della costruzione de tempj, secondo gli spazj
del cielo.
42. Eli spazj del cielo (1), verso i quali
devono guardare 1 tempj degli Dei immortali, si
sceglieranno in modo, che ove alcuna ragione
non vi si opponga, e sia libero il poterlo fare, il
(1) Molta attenzione avevano gli antichi nel collocare i
loro tempj, tanto rispetto alla plaga, che alla varia elevatezza; -
ed era dovere degli architetti di serbare in ciò le costumanze -
religiose. Anche i Cristiani avevano alcune prescrizioni -
a questo proposito, come si può vedere nelle istituzioni
ecclesiastiche; anzi, come osserva lo Stratico, molti tempj
moderni hanno la stessa posizione degli antichi, e cita quello -
di S. Paolo in Londra, l'Escuriale in Madrid, quello di
S. Antonio e di S. Giustina in Padova. Molti altri hanno la
fronte rivolta all'oriente, quasi perchè fosse l'opposto di quello -
che usavano i gentili, come in Roma i tempj di S. Pietro,
di S. Giovanni Laterano, di S. Maria Transtevere. Non havvi -
però alcuna legge costante nè fra gli antichi, nè fra i moderni, -
come non sono costanti le superstizioni, che sono quasi -
inseparabili d' ogni religione per la plebe inconsiderata.
Nulladimeno Igino, antico scrittore di cose agrarie, dice che
gli architetti antichi stabilirono, che i tempj dovessero guardare -
verso occidente, ma che dappoi in ogni religione si credette -
di rivolgerli verso quella parte, da dove proviene alla
terra la luce. Nel Contado Perugino a S. Manno, dice l'Orsini, -
havvi un antico edifizio etrusco, creduto il tempio della -
Luna, voltato verso oriente; e soggiunge, che gli Egiziani,
come viene dimostrato dal sig. Coltellini in una sua lettera,
ed altri antichi popoli fabbricarono i tempj colla facciata verso -
oriente, e che tale era pure il tempio di Salomone; dal
che si dovrebbe conchiudere, che quello fosse stato un rito
liturgico, e che negli antichi templi fosse praticato tutto l'opposto -
di ciò che prescrive Vitruvio.