Object : Lib. IV (4)

LIBRO  IV.
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della  detta  lunghezza,  e  la  cella  sia  la  quarta  parte -
  più  lunga,  che  non  è  la  larghezza  insieme  con
quella  parete,  nella  quale  sono  collocate  le  porte:
le  altre  tre  parti  del  pronao  si  prolunghino  fino
agli  antili  (1)  dei  muri  ;  1  quali  antili  devono  avere -
  la  grossezza  medesima  delle  colonne.
37.  Che  se  il  tempio  avrà  una  larghezza  (2)
la  larghezza.  Questo  corpo  interno  però  si  divideva  in  due
parti,  l'  una  detta  cella,  e  l'  altra  pronao.  La  prima  doveva
essere  lunga  cinque  ottavi  della  lunghezza  totale,  e  gli  altri
tre  ottavi  dovevano  costituire  la  lunghezza  del  pronao.  Qui
adunque  non  si  confonde  da  Vitruvio  la  voce  aedes  con  l'altra -
  cella;  ma  si  conserva  loro  il  proprio  significato;  quindi
l'esatta  traduzione  sarà  la  seguente:  „  La  lunghezza  del  tem¬„ -
  pio  si  distribuisce  adunque  in  modo,  che  la  larghezza  sia
„la  metà  della  lunghezza;  ma  la  cella  sia  più  lunga  che
„larga  per  una  quarta  parte  della  larghezza,  compresa  la
„  parete,  in  cui  si  collocheranno  le  porte,  lasciando  che  le  altre
„tre  parti  (a  compiere  il  doppio  della  larghezza)  vengano
„occupate  dal  pronao,  incluse  le  ante,  che  avranno  la  gros¬„ -
  sezza  delle  colonne  .  Tutto  ciò  si  riferisce  pertanto  a  quelle -
  celle,  le  quali  non  avevano  fra  le  ante  del  pronao  alcuna
colonna,  come  quella  del  tempio  jonico  sull'  Ilisso  (Lib.  III.
Tav.  V.),  il  quale  ha  una  larghezza  di  met.  7,471,  contata
da  un'  estremità  all'  altra  del  gradino  inferiore,  per  cui  la
cella  veniva  ad  avere  una  larghezza  minore  dei  venti  piedi.
(1)  Il  Galiani  pilastrate,  il  Barbaro  ante.
(2)  Qui  tempio  signidica  non  già  tutto  l'edifizio,  ma  solo
il  corpo  interno,  quando  questo  fosse  circondato  da  un  peristilio. -
  L'interporre  poi  due  colonne  alle  ante  per  la  sola
larghezza  di  venti  piedi,  suppone  che  il  tempio  sia  di  piccole -
  dimensioni,  poichè  comprendendosi  in  quella  larghezza
eziandio  le  ante,  e  queste  dovendo  essere  di  egual  grossezza
delle  colonne,  ne  segue  che  lo  spazio  intermedio  non  sarebbe -
  tanto  ampio  da  doversi  sostenere  l'architrave  con  le  due
colonne  pel  pericolo,  che  questo  si  potesse  spezzare.  Perciò
noi  riteniamo,  che  questa  larghezza  si  debba  contare  da
un  anta  all'  altra;  per  cui  l'apertura  riuscendo  di  venti  piedi, -
  l'architrave  (particolarmente  di  marmo)  potrebbe  talvolta -
  spezzarsi.  Di  tal  modo  si  viene  ad  avere  il  corpo  interno
del  templo  costruito  precisamente  siccome  il  tempio  in  ante,
            
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