LIBRO IV.
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rà testrastila, si divida in ventidue parti (1), se
esastila in trentadue, una delle quali sarà il modulo, -
con cui (conforme a quanto fu scritto di
sopra) si compartiranno le opere.
che invece di sistilo si debba leggere picnostilo; tanto più
che di quest'ultima specie sono generalmente tutti i dorici
della Grecia. Si avverta, che queste due denominazioni si
desumono dagl'intercolunnj laterali, poichè l' intermedio viene -
a superare questi di un triglifo e d' una metopa, secondo
le prescrizioni del nostro autore. E facile poi il persuadersi,
che queste due specie sono le sole che possano aver luoge
nell' ordine Dorico; non potendosi far che un intercolunnio
comprenda meno di un triglifo, e non dovendosi fare che ne
comprenda più di due, poichè se con questa ci approssimiamo
di già al diastilo, e non potendosi aumentarlo meno d' un
diametro e un quarto, s' incorrerebbe nel pericolo accennato
nel Lib. III., parlando del diastilo.
(1) Cosi il Poleni, a preferenza d' ogni altra lezione, sull'ipotesi -
che nel numero seguente, parlando dell' intercolunnio -
di mezzo, si debba leggere tre triglifi e quattro metope,
anzichè due triglifi e tre metope, come vorrebbe il Filandro.
Noi però siamo più inclinati all'opinione del Filandro, che a
quella del Poleni, stante la differenza eccessiva, che seguendo -
la lezione di quest' ultimo, si avrebbe fra l'intercolunnio
di mezzo ed uno dei collaterali, correndovi fra l'uno e l'altro -
il rapporto di 3 : 8. Oltre di che, la maggior ampiezza
dell' intercolunnio di mezzo si pratica per offrire maggior
comodità alle persone che vi concorrono; quindi un intercolunnio -
di cinque moduli e mezzo, qual è quello che comprende -
due triglifi e tre metope, approssimandosi al diastilo, -
è sufficiente alla comodità dell' ingresso. E si può aggiungere, -
ch’ è più consentaneo ad una giusta euritmia, che l'intermedio -
comprenda soltanto un triglifo di più degli altri;
calcolando quindi nel tetrastilo un triglifo sopra ciascuna delle -
quattro colonne, uno in ciascun dei due intercolunnj laterali, -
e due nell'intermedio, si avranno otto triglifi, e per
conseguenza sette metope, lo che dà un' estensione di moduli -
dieciotto e mezzo, a cui aggiungendo il mezzo modulo
che comprende la semimetopa, a ciascuno degli angoli, si vedrà -
che la fronte del tetrastilo monotriglifo si dovrà dividere
in diciannove parti e mezzo, per avere di una di queste il
modulo. Con simile calcolo si troverà che la fronte dell'esastilo -
monotriglifo si deve, per ottenere il modulo, dividere in
ventinove parti e mezzo.