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CAPO III.
rantadue : di queste una parte sarà il modulo, che
in greco dicesi embates (1), dallo stabilimento del
sono larghi un modulo per ciascuno, e le metope un modulo -
e mezzo; ad ogni colonna deve cotrispondere un triglifo,
e due per ogni intercolunnio, tranne il medio, che ne deve
comprendere tre; le metope si conteranno tre per clascun
intercolunnio laterale, e quattro nel medio. Ora se il templo
sarà tetrastilo, vi saranno quattro triglifi sulle quattro colonne, -
nei due intercolunnj laterali quattro triglifi e sei metope, -
nell' intercolunnio di mezzo quattro metope e tre triglifi;
cioé in tutto si conteranno undici triglifi e dieci metope che
porteranno ventisei moduli; si aggiunga un mezzo modulo
d'ambe le parti dei triglifi angolari, secondo la disposizione
vitruviana, e si avrà la somma di ventisette moduli. Cosi se
sarà il tempio esastilo, i triglifi e le metope comporranno noduli -
quarantauno, ai quali aggiunti i due semimoduli angolari, -
s' avrà la somma di quarantadue. Tutti gl'interpreti di
Vitruvio, che vennero dopo, si accordarono colla spiegazione
del Filandro. Fu solo il Newton che mosse dubbio sulla sua
verità, e cercò di sostenere la primitiva lezione con un nuovo calcolo: -
ma basandosi questo sulla proprietà della specie diastilo, -
porta la conseguenza che le metope, tranne quelle dell'intercolunnio -
medio, verrebbero ad essere larghe un modulo -
e due terzi, anzichè un modulo e mezzo; quindi per
sostenere una lezione dubbia si andrebbe a contraddire un
precetto assoluto. Di più si deve aver presente che lo scopo -
principale in questa distribuzione sta nella regolaritä dei
triglifi e delle metope, a cui debbono soggiacere le altre préscrizioni. -
E vero che Vitruvio poco dopo soggiunge, che i
precetti qui esposti si riferiscono alle opere diastile; ma, come -
osservammo anche nel Lib. III., le specie dei temp) non
si devono calcolare con l' esattezza matematica, perche una
piccola alterazione uell'ampiezza degl'intercolunnj non cangia -
l'effetto dell'opera; tanto più che stando alla definizione -
non può dirsi tempio diastilo quello, in cui l'intercolunnio -
di mezzo sia più ampio dei laterali. Aggiunge il Newton
a conferma della sua proposizione non mancarvi esempj net
monumenti, i quali mostrino le metope dell'intercolunnio di
mezzo non esattamente eguali a quelle degl' intercolunn) laterali, -
e cita fra gli altri il tempio di Pesto ; ma si osservi
in prima che la differenza è quasi insensibile, ed in secondo -
luogo che non sarebbe questa la sola inesattezza che présenta -
quel tempio. Noi ci atteniamo pertanto alla opinione
del Filandro e del maggior numero.
(1) Questa voce in greco significa entrare, penetrare, ila