Volltext : Lib. IV (4)

CAPO  II.
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li,  poichè  non  possono  stare  gli  asseri  sotto  i  cantieri. -
  Onde  se  ciò,  che  in  natura  dev  essere  collocato -
  sui  cantieri  e  sopra  i  tempiali,  nelle  imitazioni -
  sarà  posto  al  di  sotto,  riescirà  difettosa  la
disposizione  dell'  opera.  Similmente  gli  antichi  non
commendarono,  nè  ordinarono  che  si  facessero
dentelli  nei  frontespizj  (1),  ma  semplici  gocciolatamente -
  in  una  stessa  trabeazione,  e  non  solo  nei  lati  dell' -
  edifizio,  ma  eziandio  nel  pronao  e  nel  postico,  e  persino
nei  lati  obbliqui  del  frontone,  e  collocarono  i  dentelli  per  lo
più  al  di  sotto  de'  modiglioni,  persuasi,  che  ciò  non  togliesse -
  menomamente  alla  bellezza.  Laonde  suppone  l'Ortiz,  che
i  precetti  greci  su  questo  proposito  si  debbano  riferire  all'ordine -
  Dorico,  nel  quale  si  pose  maggiore  studio  per  imitare -
  nella  trabeazione  le  parti  che  la  costituiscono.  Ed  è  questa, -
  a  nostro  credere,  un'  altra  prova  della  successiva  derivazione -
  degli  ornamenti  e  d'  ogni  altra  modificazione  in  architettura; -
  per  cui  non  ogni  volta  si  risali  a  consultare  il
tipo  di  quest'  arte,  ma  ritenendo  come  puri  ornamenti  quelle -
  stesse  parti,  che  rappresentarono  membri  essenziali,  li  cangiarono -
  e  li  disposero  secondo  che  tornò  più  a  vantaggio
della  bellezza.  Ed  è  massima  accettata  generalmente  dai  grandi -
  maestri,  che  non  sempre  si  possa  evitare  tutto  ciò  che
viene  proscritto  dalle  leggi,  quando  si  voglia  associare  l'utilità -
  alla  saldezza  ed  alla  bellezza;  e  che  sarà  quell'architetto -
  eccellente,  il  quale,  allontanandosi  il  meno  che  sia  possibile -
  dall'  imitazione  originaria  dei  membri,  sa  nascondere  coll'arte -
  quei  difetti  che  vi  potrebbero  risultare.  Devesi  esaminare -
  da  qual  causa  sia  provenuto  l'  uso  di  un  determinato
membro  architettonico,  se  dalla  necessità,  dalla  bellezza,  dalla -
  solidità,  o  dalla  loro  combinazione;  ed  allora  il  saggio  artista, -
  facendo  che  tutto  serva  secondo  la  sua  natura,  eviterà
la  confusione,  e  non  ponendo  in  opera  se  non  ciò  che  ha
un  conveniente,  ne  otterrà  lo  scopo  prefisso.
(1)  E  contrario  alle  leggi  dell'  imitazione,  dice  il  Poleni,
il  far  si,  che  nei  frontoni  si  veggano  i  modiglioni  disposti  cor
loro  lati  perpendicolari  all'orizzonte,  anzichè  al  membro  della -
  cornice  che  devono  sostenere;  perciocchè  se  questi  modiglioni -
  si  vogliono  introdurre  nel  fastigio,  non  possono  rappresentare -
  che  lo  sporto  dei  tempiali  (Tav.  II.  fig.  2.),  che
sono  i  soli,  i  quali  possano  aggettare  nella  facciata  del  tetto.
Ma  questi  medesimi  travi  devono  seguire  l'inclinazione  de
            
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