CAPO II.
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li, poichè non possono stare gli asseri sotto i cantieri. -
Onde se ciò, che in natura dev essere collocato -
sui cantieri e sopra i tempiali, nelle imitazioni -
sarà posto al di sotto, riescirà difettosa la
disposizione dell' opera. Similmente gli antichi non
commendarono, nè ordinarono che si facessero
dentelli nei frontespizj (1), ma semplici gocciolatamente -
in una stessa trabeazione, e non solo nei lati dell' -
edifizio, ma eziandio nel pronao e nel postico, e persino
nei lati obbliqui del frontone, e collocarono i dentelli per lo
più al di sotto de' modiglioni, persuasi, che ciò non togliesse -
menomamente alla bellezza. Laonde suppone l'Ortiz, che
i precetti greci su questo proposito si debbano riferire all'ordine -
Dorico, nel quale si pose maggiore studio per imitare -
nella trabeazione le parti che la costituiscono. Ed è questa, -
a nostro credere, un' altra prova della successiva derivazione -
degli ornamenti e d' ogni altra modificazione in architettura; -
per cui non ogni volta si risali a consultare il
tipo di quest' arte, ma ritenendo come puri ornamenti quelle -
stesse parti, che rappresentarono membri essenziali, li cangiarono -
e li disposero secondo che tornò più a vantaggio
della bellezza. Ed è massima accettata generalmente dai grandi -
maestri, che non sempre si possa evitare tutto ciò che
viene proscritto dalle leggi, quando si voglia associare l'utilità -
alla saldezza ed alla bellezza; e che sarà quell'architetto -
eccellente, il quale, allontanandosi il meno che sia possibile -
dall' imitazione originaria dei membri, sa nascondere coll'arte -
quei difetti che vi potrebbero risultare. Devesi esaminare -
da qual causa sia provenuto l' uso di un determinato
membro architettonico, se dalla necessità, dalla bellezza, dalla -
solidità, o dalla loro combinazione; ed allora il saggio artista, -
facendo che tutto serva secondo la sua natura, eviterà
la confusione, e non ponendo in opera se non ciò che ha
un conveniente, ne otterrà lo scopo prefisso.
(1) E contrario alle leggi dell' imitazione, dice il Poleni,
il far si, che nei frontoni si veggano i modiglioni disposti cor
loro lati perpendicolari all'orizzonte, anzichè al membro della -
cornice che devono sostenere; perciocchè se questi modiglioni -
si vogliono introdurre nel fastigio, non possono rappresentare -
che lo sporto dei tempiali (Tav. II. fig. 2.), che
sono i soli, i quali possano aggettare nella facciata del tetto.
Ma questi medesimi travi devono seguire l'inclinazione de