CAPO I.
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conservassero, le copri d'una tegola. Questo paniere -
per caso fu collocato su d'una radice d'acanto -
(1), la quale nel mezzo fiaccata dal peso,
al venir della primavera, gittò fuori all'intorno i
gambi e le foglie ; onde i gambi crescendo a seconda -
dei fianchi del paniere, e negli angoli repressi -
dalla spingente gravità (2) della tegola, furono -
sforzati a formare in quell' estreme parti le
piegature delle volute.
10. Allora Callimaco (3), che per l'eleganza
e per la raffinatezza dell'arte di scolpire i marmi
degli Ateniesi, catatechnos fu nominato, passan¬(1) -
Didynamia angiospermia. Genere di piante della famiglia -
delle acantoidi di Jussieu; ha il calice a quattro divisioni; -
la corolla monopetala, tubulata, labiata, con tre lobi
ottusi; le antere conniventi, uno stimmate bilido, la capsula
ovale divisa in due parti, ciascuna delle quali contiene uno
o due semi. Gli acanti sono singolari per la grandezza delle
loro foglie. Se ne contano sino a venti specie, che crescono
nelle parti meridionali d' Europa, nell' Asia e nell'Africa. La
specie, che viene imitata nel capitello corintio, è, secondo alcuni, -
l'acanthus mollis di Linneo, detto anche branca ursina, -
e secondo altri l'acanto spinoso. La branca ursina e la
sola specie, che si coltiva per le sue proprietà medicinali, ed
ama l'ombra e le terre sabbionicce ed alquanto umide. Di
questa si servivano gli antichi anche per tingere in giallo.
L'acanto commestibile è originario dell'Arabia, e le sue foglie, -
secondo Forskal, si mangiano in insalata.
(2) Il Galiani traduce respinti dalla resistenza degli angoli. -
Par bella la versione, ma la resistenza non respinge.
(3) Diversamente viene denominato quest' artefice da Plinio -
e da Pausania; ma però si raccoglie, ch' egli fosse perfetto -
lavoratore di marmo, e che sia stato il primo ad intagliare -
con finezza ed accuratezza le pietre. Non sembra pertanto -
che fosse architetto ; e forse Vitruvio per l'eccellenza,
che aveva mostrato nella sua arte, la quale più che in altra
opera architettonica si presta nel capitello corintio, lo crédette -
inventore di questo.