LIBRO IV.
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za, e coll'acume dell' intelletto, e compiacendosi
di forme più delicate (1), stabilirono sette diametti -
(2) di grossezza nell'altezza della colonna
dorica ; della jonica nove. Questo genere adunque -
fu detto Jonico, perchè fatto prima di tutti
dai Jonj.
8. Il terzo genere, detto Corintio, imita la
verginale -gracilità, perchè le vergini, stante la lenerezza -
dell' età, formate di membra assai delicate, -
acquistano vie maggior grazia dall'ornamento.
9. La prima invenzione del capitello di questo -
genere da ciò si dice essere derivata. Una
vergine della città di Corinto, già matura pel matrimonio, -
da un morbo assalita mori ; poiché fu
sepolta, la sua nutrice, raccolte ed adattate in
un paniere alcune di quelle vivande, che alla -
vergine vivente piaceano, le depose sopra di
quella; e affinchè cosi all' aria più a lungo
(1) Il testo modulis gracilioribus. Il Galiani traduce proporzioni. -
Qui par piuttosto che moduli significhino membri o
forme, intendendosi che forma includa (quando si parli di
cose d'arte) il senso di proporzione.
(2) Perrault osserva, che essendosi cangiata l'altezza della -
colonna dorica, e non avendo dispiaciuto, ne segue che
le proporzioni dei membri architettonici non dipendano da
certi principj determinati dalla natura delle eose. Noi crediamo -
invece, che anzi la natura delle cose obblighi a cambiar -
i rapporti nelle opere d'architettura, e che da essa interamente -
dipendano. Il piacère una cosa a taluno, ed anche
al maggior numero, e per qualche secolo, non è prova di
una reale bellezza; ciò avviene appunto, perchè non si risale -
alla natura delle cose, ov' è la sorgente inesausta del
vero bello: ma questa natura è per lo più involta da un
denso velo, e le sue schiette forme di rado ed a pochi discopre. -