GIUNTA V.
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innalzati mentre regnavano fra noi i Longobardi; fra i quali
edifizj, come degni di una particolare considerazione, ho distinto -
le chiese di San Frediano e di San Michiele in Lucca, -
quella del Salvatore in Brescia, ed il palazzo delle torri
in Torino, che dee probabilmente appartenere alla medesima -
età.
III. Dopo tutto ciò crediamo di soggiungere alcune nostre -
idee sopra questo soggetto. Molti scrissero e pro e contro -
il genere d’architettura gotica, ma quegli però, che fra
tutti ragionò con maggiore filosofia, fu il signore Felibien in
una dissertazione sull'architettura gotica, che compie il suo
trattato sulle vite degli architetti. Or noi metteremo in campo -
alcune massime da noi adottate e già esposte nelle note
al Discorso preliminare alla grande edizione del Poleni, e
dello Stratico stampato a parte in italiano. Queste massime
sono stabilite in opposizione di un' ingegnosa memoria sull' -
architettura del medio evo letta nell'Accademia di Belle
Arti dell' istituto di Francia dal signor Sulpizio Boisserée di
Struttgard il 13 Settembre 1823, e stampata nel tom. 25 della -
Rev. encicl. Dicembre 1824 pag. 577, il quale scritto attrasse -
meritamente l'attenzione di molti dotti.
La sostanza del ragionamento si è, che malamente si dia
il nome di gotica all' architettura dei secoli di mezzo, stantechè -
i Goti poco dopo fatta la irruzione nei popoli del mezzodi -
disparvero e si confusero colle conquistate nazioni : tanto -
meno poi si dovrebbe dar questo nome all' architettura
ad arco acuto, dimostrando l' autore col documento delle incisioni -
di varj disegni sull'antica architettura di Chiesa pubblicate -
in Italia, in Francia, in Germania, in Inghilterra, che
i monumenti innalzati dopo la caduta dell' Impero Romano
fino alla metà del secolo XII. sono costrutti con archi e volti -
a tutto sesto, e che solamente alla metà del secolo XIII,
fu impiegato l' arco acuto, dal quale il dotto autore riconosce -
il principio di una nuova epoca dell' architettura. Osservando -
egli, che la superstiziosa servilità verso tutto ciò ch'era -
di Roma avesse inceppato fino a quel punto l' umano ingegno, -
intende che a quei giorni la ragione, preso un libero
volo, abbia impresso in tutte le arti uno stile affatto conveniente -
all' andamento generale dello spirito, ed ai costumi,