GIUNTA V.
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bri, ed altre simili cose, lasciano campo bastantemente spazioso -
ad un ingegno syegliato; perciocchè si deve sempre
riflettere che i tre ordini stabiliti non sono da considerarsi
siccome particolari maniere di un popolo o di un autore.
per cui si debba attenersi all' esatte prescrizioni, ma bensi
tre maniere generali, che hanno il loro fondamento nella natura -
e nel retto giudizio.
Quindi non si deve chiamare ordine di architettura l'attico -
consistente in un basso muro distinto in piccioli pilastri, -
o tagliato in fasce per collocarvi bassi rilievi, iscrizioni,
balaustri, e destinato nella sommità delle fabbriche a coprire
il tetto, il quale è una parte essenzialissima e che non si deve -
occultare. Quest' attico viene dal signor Boffrand riguardato -
come la parte vergognosa dell' architettura; ed al dire
del professore Antolini sopportabile appena in un vecchio
ristauro, ove qualche circostanza impedisca di poter giungere -
a tutta l'altezza colla maestà dell'ordine, od in un arco
trionfale per collocarvi l' iscrizione o qualche basso rilievo,
avvertendo in questo caso di non farlo molto alto a danno
dell'ordine principale.
Nè si potrà dire ordine quell' apparecchio, accennato dal
Milizia, di pietre ruvide e grezze, disposte, configurate e risaltate -
in modo, che dimostrino più la semplicità della natura -
che la mano dell'arte, e che viene chiamata maniera rustica. -
Questa, a nostro credere, dimostra la imperfezione dell'architettura, -
anzichè una sua bella forma; potrebbe solo
far conoscere come si cominciarono le fabbriche con la rozzezza -
e passarono poi alla perfezione. E inutile, dice il Milizia, -
cercare che razza di ornato sia il rustico, e se convenga -
alle opere cittadinesche. E vero che si veggono sontuosi
edifizj della più nobile antichità in rustico aspetto, ma sembra -
che siano cosi rimasti per impedimenti sopraggiunti dopo -
l'erezione, giacchè si sa che gli antichi pulivano i loro
nuri dopo costrutti. Il più conveniente uso però di questa
rozzezza è nelle porte delle città e delle fortezze, nelle prigioni,
negli arsenali, nelle ville, e più che tutto nelle fabbriche sulle -
spiagge del mare.
Tuttavolta nell'allontanarsi dalle maniere greche e romale -
e nel generale sovvertimento della politica, delle scienze,