Volltext : Lib. IV (4)

GIUNTA  IV.
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uni,  che  seguendo  l'esempio  di  Vitruvio,  non  decidono  la  quistione, -
  e  solo  riferiscono  quanto  ci  ha  conservato  in  questo
proposito  quell'  antico  maestro.  La  loro  discordia  non  è  che
di  parole,  dipendendo  dal  modo  speciale  di  vedere.  E  diffatti -
  la  disposizione  principale  dei  membri  negli  edifizj  toscani
indicataci  da  Vitruvio  deve  nell'  erudito  osservatore  suscitare -
  tosto  l'  idea  dei  primi  passi,  che  fece  l'architettura  per
giungere  a  comporre  l'ordine  dorico  ;  quindi  la  semplicità  di
quegli  edifizi  non  può  segnare  che  un  punto  della  via  trascorsa, -
  per  passare  dalla  rozzezza  alla  maestà;  e  se  lo  crede -
  più  vicino  alla  prima,  studia  la  maniera  di  esprimerlo  con
tutta  la  possibile  negligenza  ;  o  se  lo  vuole  più  presso  alla
seconda,  gli  dà  maggiore  gentilezza  e  con  maggiore  studio  lo
compone.  Ma  l'osservatore  attento  e  filosofo,  che  porta  i  suoi
scrutinj  nelle  più  piccole  particolarità,  vi  scorge  un  carattere -
  originale;  ma  non  avendo  di  quello  che  una  semplice  e
laconica  descrizione  non  rischiarata  d'  alcun  esempio,  lo  rappresenta -
  dietro  alla  propria  immaginazione,  e  lo  abbellisce
a  suo  piacimento  e  lo  rende,  diremo,  quasi  una  cosa  tutta
sua.
La  conciliazione  però  segue  tosto  che  si  ponga  mente  al
principio  da  noi  spiegato  nella  Giunta  I.  a  questo  libro,  cioè
che  gli  uomini  portarono  seco  loro  su  tutta  la  superficie  della -
  terra  i  medesimi  bisogni,  e  la  stessa  forza  per  soddisfarvi
con  mezzi  quasi  eguali.  Dal  qual  principio  ne  segue,  che  i
Toscani  possono  benissimo  avere  inventata  la  prima  maniera
di  fabbricare,  la  quale  doveva  avere  qualche  rassomiglianza
colla  prima  che  inventarono  tanto  gli  Egizj,  quanto  i  Greci,
e  perciò  con  quella  che  diede  origine  alla  dorica;  ma  in  Africa -
  restò  nella  massima  rozzezza,  in  Italia  divenne  adulta
senza  dimenticarsi  però  della  sua  semplice  origine,  ed  in
Grecia  segnò  il  punto  della  perfezione,  cui  poteva  giungere
l'architettura  robusta.  E  ciò  dipende  appunto  dalla  stessa
natura  dell'  uomo,  la  quale  si  adatta  alle  varie  circostanze;
quindi  i  principj  delle  cose  ad  essa  indispensabili  sono  sempre -
  gli  stessi;  ma  soddisfatti  una  volta  i  primi  bisogni,  non
vi  progredisce  nella  perfezione  se  altre  cause  estrinseche  non
ve  la  spingono.  E  fra  queste,  il  commercio  con  le  altre  na¬
            
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