GIUNTA IV.
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re, l'una con tre celle, l'altra con una cella sola, ma in
„luogo delle celle laterali vi sono due portici della stessa
„larghezza; e siccome i portici intorno ai tempj sono siati
„inventati non solo per maggiore magnificenza, ma perchè
„avessero i popoli un luogo, in cui rifugiarsi dalle pioggie
„dirotte e dai soli ardenti, cosi io credo che la gronda in
„tal modo sporgente servisse in mancanza di portico al me¬„desimo -
oggetto nel tempio a tre celle, ma non già in quel¬„lo -
d'una cella sola; poichè avendo i portici due volte più
„larghi della gronda, l'aggiunger questa sarebbe stata una
„superfluità. Che se ai tempi nostri, anzi a quelli dello scrit¬„tore, -
si è cangiato l'uso di far i modiglioni e i dentelli so¬„lo -
nei fianchi, come pure i triglifi del fregio dorico, e si so¬„no -
introdotti anche nelle fronti, ciò è stato per maggiore
„uniformità, ma il carattere proprio dell'ordine in tutti gli
„altri non è stato tolto : il solo toscano è andato soggetto
„ai capricci degli architetti posteriori non so se pel difetto
„di non averlo inteso o per presunzione di correggere il
„ primo maestro dell'arte ” (1).
Finalmente non vi mancano quelli, che volendo maestri
di tutto i soli Egiziani (quasi che l'ucmo fuori dell' Egitto
avesse perduta la facoltà d'inventare e gli fosse rimasta quella -
sola d'imitare ) fanno comune l'origine del toscano e del
dorico, e solo attribuiscono la maggiore perfezione di quest -
ultimo alla maggiore perspicacia ed al gusto più raffinato
dei Greci.
Fra queste diverse opinioni, che servono però a delucidare -
il nostro testo, noi vorremmo fare l'ufficio di conciliatori, -
ed a tale motivo qui le riportammo. Hanno ragione quel¬1i, -
che sostengono non altro essere la maniera toscana che la
dorica nella massima sua semplicità; non hanno torto gli altri, -
che fra queste due vogliono sciolto ogni legame, e che stabiliscono -
essere la prima una maniera di suo genere soggetta -
a leggi particolari; e sono ad un tempo lodabili quegli
(1) Veggasi però in questo argomento quanto dice il Paoli nella
descrizione dell' antica Pesto, che noi riporteremo nella Giunta I. al
Libro V.
VITRUVIO, Lib. 17.