Volltext : Lib. IV (4)

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GIUNTA  IV.
il  Poleni,  a  comprendere  ed  approvare  senz'  alcuno  stuporé
l'esposizione  di  Vitruvio  intorno  alle  proporzioni  della  maniera -
  toscana  non  fa  d'uopo  d'  instituire  confronti  fra  di  essa -
  e  la  dorica;  perciocchè  questi  due  generi  di  edifizi  furono -
  in  tempi  diversi  immaginati  da  popoli,  fra  i  quali  s'  interponeva -
  lungo  tratto  di  paese  ;  e  non  si  può  credere  certamente -
  che  i  Toscani,  mentre  fissavano  di  dare  alle  loro
colonne  l'  altezza  di  sette  diametri,  volgessero  il  pensiero  al
numero,  che  i  Dori  avrebbero  attribuito  alle  proprie.  Vitruvio -
  ci  serbò  la  notizia  che,  secondo  questa  maniera,  il  rapporto -
  fra  l'  imo  scapo  e  l'  altezza  della  colonna  era  di  uno
a  sette;  e  dopo  di  esso  Plinio,  dicendo  nel  Lib.  XXXVI.
c.  25.,  che  le  colonne  aventi  l'altezza  uguale  a  sei  diametri
si  chiamavano  doriche,  quelle  che  giungevano  ai  nove  joniche, -
  e  quelle  di  sette  toscane.  Non  è  però  che  talvolta  nei
tempj  più  antichi  non  si  facessero  anche  di  un'  altezza  minore, -
  perchè  ce  lo  palesa  il  Mazochi  nei  suoi  commenti  sull'anfiteatro -
  Campano.  Fra  quelli  che  vorrebbero  pure  far
una  sola  maniera  delle  due  toscana  e  dorica,  ma  di  epoça
diversa,  alcuni  vanno  indicando  rassomiglianze  che  non  vi
esistono,  come  fra  gli  altri  lo  Stratico,  il  quale  vuole  che  il
tempio  di  Giove  e  della  Concordia,  amendue  in  Agrigento
e  di  maniera  dorica,  avessero  le  colonne  alte  otto  diametri;
ma  dalle  misure  riportate  dal  Canina  si  osserva,  che  nel  primo -
  appena  giungono  ai  sei,  e  nel  secondo  sono  alquanto
minori.
Ma  tutti  gl'interpreti  di  Vitruvio,  dice  il  signor  Giovanni
Canella,  hanno  dimostrato  le  forme  dell'ordine  toscano  per
lo  più  di  loro  fantasia,  imponendo  ai  semplici,  ed  in  una  sua
lettera  al  signor  Giovanni  Orti  espone  il  suo  modo  di  pensare -
  nei  termini  seguenti,
„Fra  tutti  gli  avanzi  delle  fabbriche  antiche  non  si  tro¬„va -
  esemplare  veruno  di  maniera  toscana,  e  soltanto  sappia¬„mo -
  la  sua  esistenza  e  le  sue  forme  da  quel  poco  che  ne
„ha  trasmesso  Vitruvio  nel  suo  quarto  Lib.  cap.  8.,  al  qua¬„le -
  dobbiamo  attenerci  con  la  maggior  sedeltà;  il  che  non
„hanno  osservato  quegli  architetti  del  secolo  decimosesto,  che
„vollero  dar  regole  di  ordini  di  architettura,  il  primo  dei
„quali  è  stato  il  Serlio  a  dar  esempio  di  libertà  col  raccor¬
            
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