Volltext : Lib. IV (4)

GIUNTA  III.
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oggetti  per  ornare  le  parti  delle  loro  fabbriche,  si  vede  che
gli  ornati  da  noi  detti  variabili  sono  quanti  essere  possono
quegli  oggetti,  ma  che  per  adoperarli  è  necessario  il  retto  giudizio -
  ed  il  buon  gusto  per  non  affastellare  cose  insignifican
ti;  e  per  non  coprire  coi  medesimi  i  membri  architettonici,
che  sempre  debbono  comparire  in  tutte  le  loro  parti,  siccome -
  nella  pittura  e  nella  scultura  il  nudo  attraverso  di  un  bene -
  eseguito  panneggiamento.
E  non  solo  si  deve  badare  alla  parsimonia  ed  alla  combinazione, -
  ma  ben  anche  alla  loro  scelta,  non  obbliando  che
in  tutto  dev'  essere  maestra  la  convenienza.  E  qui  sorge  il
dubbio  se  gli  oggetti,  che  servivano  agli  antichi  di  modello
pei  loro  ornati,  sieno  proprj  anche  dei  nostri  giorni.  A  questo -
  proposito  crediamo  di  riportare  alcune  riflessioni  tratte
dal  Capitolo  che  trovasi  nel  nuovo  corso  d'architettura  del
Ginesi  ed  intitolato  Storia  degli  ornati,  mandando  i  nostri
lettori  alla  succitata  giunta,  ove  si  esposero  di  volo  alcuni
nostri  pensamenti.
Non  v'  ha  dubbio,  che  per  noi  gli  ornati  non  abbiano
minor  effetto  che  fra  gli  Egizj,  i  Greci  ed  i  Romani,  presso -
  i  quali,  oltre  alla  venustà,  avevano  una  qualità  rappresentativa, -
  e  che  non  potranno  avere  fra  di  noi,  se  non  si
modificherà  il  sistema  degli  antichi  dietro  le  presenti  cognizioni. -
  Ma  una  siffatta  impresa  richiede  ingegno  e  filosofia,
circospezione  nella  scelta  ed  ardire  nell'  esecuzione.  Grandi
ostacoli  s'  incontrerebbero,  volendo  estirpare  vecchie  massime -
  ormai  consacrate  dall'  uso;  ma  il  bello  è  sempre  bello,  e
presto  o  tardi  attrae  anche  i  più  pertinaci,  e  viene  seguito
certamente  dalle  persone  sensate  quando  sia  sostenuto  dalla
verità,  dalla  proprietà  e  dalla  convenienza.  Diffatto,  perchè
far  uso  ancora  degl'  ippogrifi,  dei  grifi,  delle  meduse,  delle
chimere,  dei  tripodi,  delle  sfingi,  delle  teste  di  toro  o  di
montone  coronate  di  pampini,  e  di  mille  altre  insignificanti
stravaganze,  quando  le  nostre  cognizioni  e  la  nostra  Religione -
  sono  sorgente  inesausta  di  bellezze  capaci  di  toccare  la
immaginazione  ed  il  cuore?  Degli  antichi  non  dobbiamo  ritenere, -
  se  non  se  quelli  che  hanno  tuttora  un  chiaro  significato -
  ed  una  grazia  particolare,  quali  sono  gli  ovoli,  le  frecce, -
  i  baccelli,  ed  agli  altri  sostituirne  di  quelli  che  si  con¬
            
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