Full text: Lib. IV (4)

GIUNTA III. 
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ragionamenti. I Romani dominatori della Grecia appresero 
da questa il bello delle arti; ma benchè avessero ammirate 
le produzioni di quella celeberrima nazione, e ne sentissero 
la purezza, tuttavia, per la natura stessa dello spirito uma- 
no, non poterono restarsi alla semplice imitazione; ma se¬ 
guendo le tracce mirabili dei loro predecessori modificarono 
quelle leggi, ch'essi pure non avevano stabilite siccome im¬ 
mutabili, e gli avanzarono da un lato, retrocedettero dall'al¬ 
tro. E parlando degli ornati vi aggiunsero talvolta alcuna 
grazia, ma non seguirono sempre la ragionevolezza tanto ri¬ 
spettata dai loro maestri, nè fecero caso della loro parsimo¬ 
nia. Quindi i Romani peccarono nella profusione degli orna¬ 
ti. Gl'Italiani che vennero dopo, e specialmente quelli del 
cinquecento, che si posero ad istudiare i belli monumenti di 
Roma, s'invaghirono ancor più delle decorazioni, e nelle lo¬ 
ro opere si osserva, come si esprime il Ginesi, una smania 
di empire ed un certo stile tendente un poco al minuto, ben¬ 
chè non vi manchi la grazia; anzi progredirono rapidamen¬ 
te verso il capriccioso, e ne fa prova la maniera detta alla 
Raffaella, nella quale si riscontrano indicibili stravaganze e dis¬ 
gustosi accozzamenti di esseri di svariata natura, talchè di¬ 
resti di essere retrocesso ai secoli, in cui gli Egiziani ammae¬ 
stravano ed ingannavano con quei simboli il popolo ignorante. 
Ecco siccome dalla simplicità greca si giunse alla strava¬ 
ganza del cinquecento. Questo è il progresso dello spirito 
umano in ogni sua produzione. Ed i moderni accorti del lo¬ 
ro traviamento dovettero nuovamente ricorrere a quelle pu¬ 
re fonti primitive, le quali hanno sempre la loro sorgente 
nel seno della natura. Ma se i Greci avessero trasportato dal¬ 
l'Egitto la maniera di ornare, ove dovevano ricorrere per 
trovare quella bella semplicità che forma il loro pregio? Essi 
non avevano esempj nelle opere dei loro predecessori, che 
di continue assurdità. Dunque se anche fosse vero che gli 
Egiziani trasportassero in Grecia il loro gusto, dovettero i 
Greci totalmente abbandonarlo e trarre dalle produzioni del¬ 
la natura e dalla forza del loro ingegno quel tipo che poi 
imitarono costantemente, e che andarono sempre più perle¬ 
zionando. 
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Dall'uso pertanto, che fecero gli antichi d'innumerabili
	        
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