Volltext : Lib. IV (4)

GIUNTA  1.
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ra  dorica,  o  se  invece  i  Romani,  già  dominatori  della  Grécia -
  e  dominati  da  questa  nelle  arti  belle,  avessero  voluto  che
i  monumenti  anche  nella  terra  soggetta  se  ergessero  secondo
le  regole  da  loro  stabilite,  e  quindi  che  questo  portico  appartenesse -
  piuttosto  al  gusto  romano  che  al  greco.  Certo  si
à  che  le  colonne  superano  nell'  altezza  relativa  tutte  quelle
degli  altri  monumenti  greci,  ed  hanno  la  proporzione  fissata -
  da  Vitruvio,  il  quale  per  consenso  di  tutti  si  appiglio  in
ciò  al  proprio  gusto  ed  a  quello  dei  tempi  suoi;  il  capitello -
  non  ha  la  forma  di  quelli  del  secolo  di  Pericle,  il  suo  abaco -
  è  più  tondeggiato,  fra  l'  ovolo  ed  il  fusto  vi  sono  tre
bastoncini,  anzichè  quatro  cavetti,  come  in  quello  di  Minerva; -
  la  cornice  ha  un  aggetto  molto  maggiore  ed  è  sopraccaricata -
  di  modinature  ;  non  ha  l'eleganza  dei  profili,  ed  il
cavetto  che  corona  il  cornicione  sembra,  al  dir  del  Milizia,
più  conveniente  ad  una  decorazione  in  legno,  che  ad  una
fabbrica  di  marmo.
La  sveltezza  del  dorico  andô  più  e  più  aunientando  presso -
  i  Romani,  ed  una  prova  si  ha  nel  teatro  di  Marcello,  ove
la  colonna,  compresovi  il  capitello,  giunge  ad  un'  altezza  di
quasi  otto  diametri.  I  suoi  modini  si  veggono  nella  Tav.  XI.
fig.  1.  (1).  Ma  perchè  la  sveltezza  e  la  grazia  non  devono
(1)  Ecco  quanto  si  desume  dalle  osservazioni  del  Ginesi  su  questo
teatro.  La  cornice  di  questo  dorico,  misurata  nei  suoi  diversi  punti,  varia -
  sommamente  a  motivo  della  trascuranza  degli  antichi  nel  lavorare  le
singole  parti.  Composta,  com’é,  di  molte  modinature,  il  suo  effello  non
e  dignitoso  a  pari  di  quella  del  tempio  di  Minerva.  I  dentelli  non  vi
sembrano  convenire,  Il  fregio  è  notabilmente  maggiore  dell'  architrave,  secondo -
  il  costume  romano  diverso  dal  greco.  L’architrave  è  altresi  minore -
  della  cornice.  I  difensori  di  questo  costume  portano  per  ragione,
che  se  la  cornice  è  maggiore,  è  anche  composta  di  parti  plù  trite,  e  se
maggiore  è  il  fregio,  esso  rappresenta  le  travi  che  reggono  il  soffitto,  doveché -
  l’architrave  regge  soltanto  le  teste  di  quelle,  ov'  esso  rimane  dalle -
  colonne  sorretto.  Il  capitello  è  coronato  nel  suo  abaco  da  una  golarovescia; -
  modo  assai  convenevole  in  questo  dorico  reso  più  ricco  del  suo
naturale  carattere.  Il  collarino  siegue  la  rastremazione  della  colonna,  costumanza -
  dai  moderni  non  imitata.  La  ripetizione  di  tre  listelli  sotto
l'ovolo  cagiona  un  senso  di  spiacente  monotonia.  Il  fusto  non  ha  scannellature, -
  è  sveltissimo  in  paragone  dei  dorici  greci,  e  forse  troppo  per
un  ordine  senza  base.  La  rastremazione  è  di  un  quinto  di  diametro.
Quantunque  il  dorico  di  quest'  edifizio  non  sia  esente  da  alcuni  difetti,
però  in  generale  un  ottimo  esempio  da  proporsi  del  dorico  medio,  di
            
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