Volltext : Lib. IV (4)

GIUNTA  I.
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ganti,  ma  forti  e  risentite  modinature,  I  piccoli  difetti,  che
trovansi  in  quest'  edifizio,  come  lo  strapiombo  del  soprornato -
  sull'  alto  della  colonna,  la  diversità  degl'  intercolunni  agli
angoli,  e  ben  poche  altre  cose  non  gli  fanno  più  torto  di
alquanti  nei  sparsi  sul  viso  di  una  matrona,  che  colorita  dalle -
  grazie  é  venerabile  per  la  maestà  dei  suoi  tratti.  L'armonico, -
  il  maestoso,  il  semplice  si  scorgono  riuniti  nell'  egregio -
  scompartimento  di  questo  tempio,  che  celebrato  dai  Greci -
  con  entusiasmo  forma  ancora  oggidi  nelle  sue  reliquie  lo
stupore  e  lo  studió  dei  più  valenti  architetti.  Maschio  senza
essere  colossale,  ricco  sebben  semplicissimo  nei  suoi  ornamenti -
  ha  giustamente  determinata  la  maggior  epoca  del  greco -
  gusto,  ed  è  il  più  perfetto  modello  del  semplice,  del  naturale, -
  del  bello,  in  somma  il  miglior  dorico  proponibile  che
tutta  intera  conserva  l'  originalità  del  più  puro  carattere  architettonico. -

Speriamó  di  meritar  perdono  se  ci  trattenemmo  a  lungo
sopra  un  cosi  celebrato  monumento,  poichè  parlando  dell'ordine -
  Dorico  era  questo  il  luogo  più  acconcio  di  offrire
il  miglior  esempio  che  si  abbia.
Sembrerebbe  ora  che  l'ingegno  umano,  incircoscritto  nelle -
  sue  produzioni,  apertosi  un  retto  sentiero,  dovesse  progredire -
  sempre  più  verso  la  perfezione,  e  che  raggiuntala,
ristasse;  ma  il  fatto  dimostra  il  contrario.  Il  desiderio  del
meglio  non  permette  di  ammirare  il  bello,  e  volendo  oltrepassarlo, -
  si  cade  nello  stravagante,  nel  ricercato.  Cosi  fu  della
bella  architettura  greca.  Al  tempo  di  Augusto  si  volle  ingentilire -
  il  dorico,  e  si  diede  al  fusto  delle  colonne  quasi  sette
diametri,  come  si  osserva  nel  monumento  eretto  in  Atene  ad
onore  di  Minerva  e  di  Augusto,  gli  avanzi  del  quale  furono
da  taluni  creduti  siccome  appartenenti  al  pronao  di  un  tempio, -
  ma  che  furono  riconosciuti  dallo  Stuart  come  parte  del
portico,  che  dava  ingresso  ad  uno  dei  fori  di  Atene,  e  probabilmente -
  a  quello,  ch'  era  situato  nella  parte  della  città
che  chiamavasi  Eretria,  denominato  il  nuovo  foro.  Bello  è  il
prospetto  di  questo  portico  (Tav.  VIII.  fig.  4.),  ma  non  è
il  bello  del  Partenone;  anzi  essendo  questo  l'  unico  monumento -
  che  di  tal  genere  si  trovi  in  Atene,  dubitarono  alcuni, -
  se  i  Greci  avessero  portato  tal  cangiamento  nella  manie¬
            
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