Volltext : Lib. IV (4)

GIUNTA  1.
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po  (Tav.  VIII.  fig.  2.);  l'ovolo  è  dolcemente  curvo  e  separato -
  dal  collarino  per  tre  cavetti,  cui  s'  interpongono  tre  listelli; -
  nel  collarino  e  nella  parte  inferiore  sono  accennate  venti -
  scannellature;  l'  altezza  del  fusto  è  di  quasi  sei  diametri,
e  l'  affusatura  meno  sensibile  che  in  quelli  di  Torrichio.  Da
chi  scrive  la  storia  di  quest'  ordine,  procedendo  al  suo  perfezionamento, -
  si  accenna  il  tempio  di  Corinto,  perché  l'ovolo -
  del  capitello  è  meglio  rotondeggiato  che  negli  antecedenti, -
  ed  i  fusti  bene  scannellati  (Tav.  VIII.  fig.  3.);  se  non  che
la  forma  tozza  di  questi,  che  non  arrivano  all'altezza  di  quattro -
  grossezze,  fece  nascere  lunga  quistione  sull'epoca  della
sua  costruzione.
Ma  gli  amatori  del  vero  bello  architettonico  si  arrestano
a  contemplare  le  venerende  rovine  di  quel  secolo,  la  cui  memoria -
  durerà  quanto  saprà  durare  il  buon  gusto,  e  che  vide -
  sorgere  il  tempio  di  Teseo  ed  il  Partenone.  Questi,  nei
quali  gareggiano  l'eleganza,  la  semplicità,  la  magnificenza,
sono  e  saranno,  per  consenso  universale,  i  due  veri  modelli
del  maestoso  e  robusto  architettare.  Dell'  uno  già  noi  parlammo, -
  e  ne  offrimmo  l'esempio  (1);  dell'  altro  crediamo  di
dover  qui  riportare  la  descrizione,  quale  ce  la  diede  lo  Stuart
nelle  sue  antichità  di  Atene,  essendo  uno  dei  più  celebrati
fra  i  monumenti  della  Grecia  e  del  mondo.  Fu  questo  eretto
allorquando  Pericle  reggeva  le  pubbliche  cose,  per  opera  degli -
  architetti  Callicrate  ed  Ittimo,  e  sotto  la  direzione  di  Fidia. -
  Esistette,  rispettato  dal  tempo  e  dalla  barbarie,  quasi
integro  fino  all'  anno  1687,  in  cui  una  bomba  lanciata  dai
Veneziani,  che  assediavano  Atene,  lo  ridusse  ad  uno  stato  da
suscitare  viva  emozione  nell'  animo  dello  spettatore.  Dice  lo
Stuart,  che  per  quanto  fosse  avvezzo  alla  magnificenza  degli
edilizj  romani,  e  per  quanto  grande  fosse  la  sua  prevenzione -
  a  favore  di  questo  tempio,  l'  idea  che  ne  avea  concepita
era  molto  minore  del  fatto.  Egli  però  riporta  quanto  avevano -
  scritto  prima  di  lui  Wheler  e  Spon,  che  lo  videro  nel
suo  intero  correndo  l'anno  1676.  Sorge  quasi  nel  centro  del¬(1) -
  Si  vede  la  scenografia  nella  Tav.  V.  del  Lib.  I.,  l'icnografia  ed
ortografia  nelle  Tavole  VII.  ed  VIII.  del  Lib.  III.  Se  ne  parla  poi  nel
Lib.  I.  alla  pag.  59,  e  nel  Lib.  III,  alla  pag  19.
            
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